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Pradè: “La Fiorentina mi manca. Le dimissioni? Un segnale forte”

Daniele Pradè, ex direttore sportivo della Fiorentina, è tornato a parlare della sua esperienza a Firenze in un’intervista a Radio Bruno Toscana. Ha ricordato le ambizioni iniziali, le dimissioni e l’operazione Salah.
Pradè: "La Fiorentina mi manca. Le dimissioni? Un segnale forte" Pradè: "La Fiorentina mi manca. Le dimissioni? Un segnale forte"

Nel corso di un’intervista rilasciata a Radio Bruno Toscana, l’ex direttore sportivo della Fiorentina, Daniele Pradè, è tornato a riflettere sulla stagione trascorsa, rievocando alcuni dei passaggi più complessi affrontati dalla squadra. Il dirigente ha sottolineato come, all’avvio del campionato, le ambizioni fossero significativamente differenti rispetto all’esito finale.

Le ambizioni iniziali e la lotta salvezza

Nel mondo del pallone gli scenari possono ribaltarsi all’improvviso. Basta pensare che durante il ritiro estivo fissai per il gruppo il traguardo del quarto posto. Nessuno avrebbe mai immaginato una situazione simile, con la squadra coinvolta nella lotta per non retrocedere.

Aver conquistato appena quattro punti nelle prime dieci partite, con obiettivi decisamente più ambiziosi, è stato un colpo durissimo. Voglio riconoscere i meriti di Vanoli, che è riuscito a raggiungere un risultato per nulla scontato in una situazione caratterizzata da una forte pressione. La decisione di dimettermi è stata mia. Ritenevo necessario compiere un passo indietro per dare un segnale forte all’ambiente e permettere a tutti di comprendere fino in fondo la gravità del momento.

L’operazione Salah e l’orgoglio per il passato

L’ex direttore sportivo viola ha poi ricordato anche una delle operazioni di mercato di cui è rimasto più orgoglioso:

L’operazione che ancora oggi mi dà maggiore soddisfazione è stata quella legata a Salah. La cessione di Cuadrado al Chelsea e l’arrivo dell’egiziano in prestito rappresentarono una scelta di cui sono particolarmente orgoglioso.

Ho vissuto la mia esperienza a Firenze con enorme passione e sapere di essere stato il direttore sportivo rimasto più a lungo in carica mi rende orgoglioso. In dieci anni abbiamo raggiunto quattro finali e quattro semifinali. Il gol di Barák a Basilea è un ricordo che porterò sempre con me, ma tra tutte le vittorie quella che mi ha dato più soddisfazione è sicuramente il 4-2 in rimonta contro la Juventus.

Confronto tra proprietà e il futuro

Il dirigente ha poi evidenziato una differenza tra le due proprietà:

I Della Valle erano persone straordinarie, ma avevano una presenza meno costante rispetto a Rocco Commisso. Il presidente americano voleva essere aggiornato ogni giorno su qualsiasi aspetto e ha sempre dimostrato un legame fortissimo con la Fiorentina.

La Fiorentina mi manca tantissimo, ma oggi la società può contare su un dirigente come Paratici, che non ha bisogno di presentazioni. La tifoseria può guardare al futuro con tranquillità, perché la proprietà è in buone mani.

Il rapporto con Palladino

Infine, Pradè ha parlato del rapporto con Raffaele Palladino e dell’attuale situazione societaria:

La stagione vissuta insieme a Palladino è stata di grande livello, anche se purtroppo è stata condizionata dal dramma che ha coinvolto Bove. Con Raffaele avevo instaurato un rapporto molto positivo ed era stata una mia precisa scelta. Durante l’anno sono stato anche duro con lui in alcune circostanze, ma credo faccia parte delle responsabilità di chi deve gestire una società.

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