Emiliano Viviano, ex estremo difensore della Fiorentina e voce autorevole per Radio FirenzeViola, è intervenuto nella sua trasmissione “Uno di noi” per analizzare la recente sconfitta contro la Roma e le dinamiche di mercato. Riguardo alla possibile partenza di Kean, Viviano ha dichiarato: “Cedere Kean senza assicurarsi un sostituto all’altezza rappresenterebbe un clamoroso autogol, considerando l’impegno profuso finora. Mi risulta che la società ponderi questa opzione da tempo. La sua permanenza sarebbe accolta con grande gioia. Tuttavia, se la sua volontà o altre circostanze impongono la cessione, è fondamentale presentare immediatamente un altro attaccante di spessore. Le caratteristiche di Kean sono uniche e mancano quando si schierano giocatori come Atta, Mastantuono e Pellegrino, come dimostrato nella partita contro la Roma, dove l’attacco non ha avuto profondità”.
Analisi della partita contro la Roma
Sulla sfida contro la Roma, Viviano ha commentato: “La preparazione della partita non è stata ottimale. Non si tratta solo di concedere il possesso palla agli avversari; la Roma non eccelle nella costruzione dal basso, il che potrebbe essere un vantaggio se non si concedono spazi eccessivi. Il vero problema sono stati i frequenti errori posizionali e un blocco difensivo troppo arretrato. Va considerato che l’anno scorso il Sassuolo ha registrato il minor numero di recuperi palla alti del campionato. Pertanto, aspettarsi un gioco prevalentemente offensivo da parte di Grosso, o una sua marcata propensione all’attacco, è un errore. Il suo approccio iniziale è difensivo. Si può ottenere un buon risultato anche giocando bassi, ma è cruciale definire chiaramente le aspettative. L’obiettivo di Grosso sembra essere il recupero palla e la ripartenza. Ma con Atta, Mastantuono e Pellegrino in avanti, dove si riparte? L’avversario conta: affrontare una Roma forte è un conto, ma contro il Frosinone sarà diverso, poiché le qualità individuali permetteranno maggiore proiezione offensiva. Dobbiamo essere chiari: non abbiamo ingaggiato un allenatore votato al gioco offensivo”.
Le scelte di Grosso
Riguardo alle decisioni tattiche di Grosso, Viviano ha espresso perplessità: “Quando ho visto la formazione iniziale, sono rimasto molto sorpreso. Nelle prime uscite, cerco sempre di evitare giudizi tecnici affrettati, poiché le prime partite sono spesso imprevedibili. Non avrei dato troppo peso a scelte insolite se fossero state isolate. Tuttavia, schierare titolari giocatori come Dodo e Fagioli, che sembrano destinati alla cessione, è inusuale. La non titolarità di Kean può essere giustificata dalle voci di mercato, ma vederlo entrare nella ripresa non è stato logico”.
Posizione di Dodo
Sulla titolarità di Dodo, Viviano ha aggiunto: “Serve coerenza. Come possiamo schierare un giocatore che non rientra nei piani tecnici per tutta l’estate? Non comprendo la logica adottata contro la Roma. Lui stesso non si aspettava di partire dall’inizio. Spero sempre di osservare una linea guida chiara, cosa che in questa circostanza è mancata. Questa partita ha sollevato molti dubbi, perché tutto sembrava definito e poi, improvvisamente, molte scelte sono apparse prive di senso, inclusa la posizione di Atta sulla fascia”.
Kean fuori dai titolari
“Apprezzo molto Pellegrino, ma le sue caratteristiche si adattano meglio a contesti diversi rispetto alla partita contro la Roma. La sua capacità di raggiungere la trequarti e calciare verso l’area sarebbe stata preziosa. Tuttavia, contro una squadra che ti marca strettamente, avere Kean dal primo minuto rappresenta un vantaggio che pochi giocatori in Europa possono offrire. Lui attacca la profondità e crea pericoli. Quando ho visto che non era titolare, ho formulato un’idea, ma poi il suo ingresso a mezz’ora dalla fine e il conseguente crollo hanno reso la situazione priva di senso”.
Motivazioni dell’esclusione di Oulai
“Un’idea di gioco che mi piacerebbe molto prevederebbe Fagioli con Atta e Oulai. Tuttavia, è necessario impostare la squadra tenendo conto di altre caratteristiche. Il fatto che si cerchi un giocatore come Thorstvedt suggerisce la volontà di coprire maggiormente il campo. In tal caso, Oulai dovrebbe agire davanti alla difesa, sebbene non sia il suo ruolo ideale. È più un centrocampista di costruzione che di inserimento, ma questo porterebbe a un sovraffollamento in mediana. Mi preoccupa il fatto che sia stato schierato Brescianini e si cerchi Thorstvedt. Non capisco perché Atta o Oulai non siano stati impiegati centralmente per far spazio a Brescianini”.
Preparazione atletica
“Ogni sconfitta riapre il dibattito sulla preparazione atletica. In realtà, quando la squadra è schierata correttamente, si corre meno perché la disposizione in campo è ottimale. Non è una questione di atletismo. Ci sono giocatori con maggiore corsa, come Koné, ma questo è legato alle loro caratteristiche. Pioli ha avuto problemi di preparazione al Milan, con molti infortuni, e ha cambiato approccio con la Fiorentina. Ritengo che la questione sia legata alla disposizione tattica. Brescianini e Ndour corrono molto, ma non hanno lo stesso passo o la brillantezza di Koné. Possono coprire dodici chilometri a partita, ma con un ritmo diverso”.
Obiettivi di mercato in caso di cessione di Kean
“Personalmente, Beto non mi entusiasma, ma la sua acquisizione avrebbe una logica. Lotta con tutti, crea scompiglio. Ha più senso di altri nomi perché le sue caratteristiche sono più simili a quelle di Kean. È un giocatore imprevedibile. In Inghilterra potrebbe faticare, ma qui in Italia potrebbe rendere meglio. La sua logica supera quella di giocatori che considero più forti. Sebbene si scenda di livello rispetto a Kean, sarei soddisfatto se si acquisisse Beto a condizioni vantaggiose e si ingaggiasse un esterno di altissimo livello, superiore anche a Poku, che è sfumato. Un giocatore con un vero cambio di passo può elevare la squadra indipendentemente dalla punta. Se si investono 15 milioni per l’attaccante e 30 per l’esterno, accetterei anche la cessione di Kean per 40 milioni, soprattutto se è sua intenzione partire”.
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