La sfida tra Venezia e Fiorentina segna l’avvio ufficiale del secondo periodo di Vanoli alla guida della squadra viola. Nonostante un possibile ottimismo, la situazione rappresenta un passo indietro, un ritorno al passato che i sostenitori della Fiorentina sembravano aver superato solo due mesi or sono.
Un copione già visto
Per la seconda volta consecutiva, Vanoli si ritrova a gestire una Fiorentina in ultima posizione. Tuttavia, questa volta le difficoltà appaiono meno gravi, con maggiori possibilità di recupero e un organico qualitativamente superiore. Questo scenario è certamente favorevole al nuovo tecnico, che avrà l’opportunità di dimostrare il proprio valore, un’occasione che si era guadagnato la scorsa stagione. Non sorprende, come indicato nel comunicato ufficiale, che l’allenatore abbia espresso ‘entusiasmo nel ritornare’. Un sentimento che i tifosi sembrano condividere in misura decisamente minore.
Cosa manca all’appello?
Nonostante un investimento di 130 milioni e l’arrivo di 13 nuovi giocatori, la situazione a dieci mesi di distanza appare simile a quella precedente: una squadra in difficoltà e un contesto societario tutt’altro che sereno. Ora, il tecnico dispone di 35 giornate di campionato per mostrare le sue capacità e il suo stile di gioco. Sebbene le condizioni siano più favorevoli rispetto all’anno passato, il tempo a disposizione è limitato e un rapido cambio di rotta è necessario. L’obiettivo attuale non è più semplicemente ‘salvare la Fiorentina’, ma piuttosto ricostruirla dalle fondamenta. I tasselli sono stati assemblati da Paratici e accolti positivamente dal pubblico. La domanda ora è: sarà Vanoli l’uomo in grado di metterli insieme?