Un attaccante capace di sfondare le difese, ideale per lo stile di gioco di Paolo Vanoli. Se c’è un giocatore che può trarre particolare beneficio dal ritorno dell’allenatore sulla panchina della Fiorentina, quello è Beto. Le sue caratteristiche – potenza, stazza, velocità e una spiccata propensione a attaccare la profondità – sembrano perfettamente allineate con le esigenze del tecnico. Vanoli, nelle sue precedenti esperienze, ha spesso costruito i suoi successi offensivi attorno a un punta centrale fisicamente imponente, abile nel duello con i difensori e nel fare da perno per l’azione corale. Gli esempi concreti non mancano.
L’ultimo precedente: Moise Kean
Il riferimento più recente è Moise Kean. La scorsa stagione, nonostante diversi problemi fisici, l’attaccante ha messo a segno 6 reti in 16 partite di campionato sotto la guida di Vanoli. Un bottino significativo, considerando le interruzioni e l’importanza di alcuni gol. Tra questi, spicca la rete segnata al 92′ contro la Cremonese, decisiva per l’1-0 finale, e il gol che ha sbloccato il derby contro il Pisa, contribuendo alla rincorsa salvezza. Da aggiungere anche la doppietta all’Udinese e i centri contro Torino e Como. Kean è diventato un punto di riferimento grazie alle qualità che Vanoli ricerca nel suo centravanti: strappi improvvisi, capacità di attaccare la profondità, forza fisica e presenza in area.
Da Zapata a Pohjanpalo
Guardando più indietro nel tempo, emergono altri indizi. Al Torino, Vanoli si era affidato a Duvan Zapata, capitano e fulcro dell’attacco, autore di 3 gol nelle prime 7 giornate prima di un grave infortunio al ginocchio. Ancora più emblematico il caso di Joel Pohjanpalo al Venezia: nella Serie B 2023/24, il finlandese ha realizzato 22 gol in stagione regolare, conquistando il titolo di capocannoniere e guidando la squadra alla promozione in Serie A. Tre attaccanti diversi, ma un tratto comune evidente: Vanoli ha sempre saputo valorizzare un numero nove forte, ben identificabile e centrale nel suo schema. Beto, pur con caratteristiche forse più esplosive, possiede il fisico, la corsa e la fame di profondità necessari per inserirsi in questo solco. Dopo un inizio di stagione in viola senza acuti, il ritorno di Vanoli potrebbe rappresentare la scintilla giusta. Il passato, almeno, suggerisce che i centravanti del tecnico ricevono palloni giocabili con regolarità.