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Corvino: “Intrigato dall’attacco viola, Oulai non l’avrei preso”

L’ex dirigente della Fiorentina, Pantaleo Corvino, ha parlato a Radio Firenzeviola, esprimendo curiosità per l’attacco viola ma critiche verso Oulai per la sua visione di gioco.
Corvino: "Intrigato dall'attacco viola, Oulai non l'avrei preso" Corvino: "Intrigato dall'attacco viola, Oulai non l'avrei preso"

Pantaleo Corvino, ex dirigente della Fiorentina, ha condiviso le sue opinioni sull’attualità viola durante un intervento a Radio Firenzeviola, nel programma “Garrisca al Vento”. Prima di esprimersi sul presente, ha chiarito la sua attuale posizione da uomo libero: “Dopo il ritorno a Lecce, l’obiettivo era la promozione in Serie A e la permanenza, vincere con la Primavera come quando l’avevo lasciata, e mantenere i conti in ordine. Ora mi sono preso un periodo di pausa perché è stato impegnativo. Sono trascorsi quattro mesi dal mio addio al Lecce, ma lo sforzo è stato considerevole; ho dedicato anima e corpo, ottenendo risultati sia positivi che meno. Lascio una promozione e 5 anni in Serie A. Mi serve ancora del tempo prima di essere pronto per una nuova avventura, dato che bisogna essere completamente allineati con chi ti affida una squadra”.

Le sue opinioni sui giocatori viola

Riguardo ai calciatori viola attuali, Corvino ha ricordato con orgoglio i suoi dieci anni alla Fiorentina: “Sono stati un grande motivo di vanto, e non so quanti altri possano dire lo stesso. Ho vissuto momenti splendidi che conservo ancora, con molti risultati positivi. Ci sono stati anche periodi meno favorevoli, ma analizzando nel complesso, bisogna considerare il punto di partenza e quello di arrivo, oltre a ciò che si è lasciato. Credo che i momenti belli pesino di più sulla bilancia. La Fiorentina, con Paratici, ha proseguito sulla linea dei grandi investimenti degli ultimi sette anni, operando molto sul mercato, rinnovandosi ampiamente e cercando di colmare le lacune emerse nella scorsa stagione. Logicamente, serve tempo per eliminare le imperfezioni quando si investe tanto e si spende molto. Chi mi piace? Sono molto incuriosito dal reparto offensivo, da tutti gli esterni e dalle due punte, da Mastantuono e da tutti gli altri attaccanti; credo che la Fiorentina ne trarrà soddisfazioni. Spiego anche chi mi piace meno, ma secondo la mia visione del calcio. Io partivo sempre da un centrocampista centrale che potesse aiutare anche la difesa, capace di pressare e aggredire. Cercando giocatori con determinate caratteristiche, in Oulai non le vedo, ma ognuno arriva a Roma con il proprio percorso. Non è una bocciatura, sia chiaro. Ogni addetto ai lavori conosce Oulai e le sue caratteristiche. È un grande calciatore, ma dal mio punto di vista, se non posso prendere Pirlo, prendo uno che aiuti la difesa, e Oulai non possiede quelle caratteristiche per il mio modo di operare”.

Il segreto per sfondare a Firenze

Sulla ricetta per un giocatore per avere successo a Firenze, dove molti incontrano difficoltà, Corvino ha affermato: “Firenze ha una storia e un blasone che vanno rispettati, tenendo conto delle proprie possibilità. Paratici, con questi investimenti, sa cosa sta facendo, ma la fretta di ottenere risultati può far sembrare che un giocatore non renda, mentre i cambiamenti richiedono tempo, dato che ha modificato molto”.

Un aneddoto con Paratici

Riguardo a Fabio Paratici, Corvino ha ricordato: “Fabio, nella sua conferenza di presentazione, ha menzionato di essersi ispirato a botteghe per crescere, citando me insieme a Sabatini e Foschi. Si porta dietro le basi che lo hanno portato dove è ora. Un aneddoto? Alla Fiorentina eravamo in Champions League e avevamo 5 attaccanti: Gilardino, Mutu, Osvaldo, Pazzini e Jovetic. Osvaldo e Pazzini mi chiedevano di partire. Paratici, con gli altri dirigenti della Sampdoria, mi chiamò a tarda notte perché volevano Pazzini. In realtà, io lo stavo trattando con il Bologna, mentre Osvaldo era richiesto da Zola al West Ham. Loro arrivarono all’una di notte a Firenze per Pazzini. Sparai una cifra che pensavo inaccessibile, faceva freddissimo quella notte. La trattativa durò fino al mattino a casa mia, e alla fine gli vendetti Pazzini, che li aiutò a salvarsi. Abitavo in via Guerrazzi 44”.

Il potenziale di Ndour

Sul giovane Ndour, Corvino ha commentato: “È ancora un giovane, possiede fisicità, gamba e un buon gioco aereo. A quell’età, si spera che quel potenziale si trasformi in qualità importanti. Se non credi in Ndour, cosa fai? Rischieresti con uno da 70 milioni? Credo che la Fiorentina creda in Ndour, ci lavorerei anch’io”.

Prospettive future per la Fiorentina

Riguardo al futuro della Fiorentina, Corvino ha dichiarato: “Parto da una visione: chi l’ha costruita sta pensando anche al futuro, ha una visione più futuristica. Il progetto credo sia a medio-lungo termine; emergeranno delle imperfezioni e i dirigenti dovranno essere abili a correggerle”.

Valutazione su Vanoli

Sul tecnico Vanoli, Corvino ha affermato: “L’anno scorso ha dimostrato di saper portare una nave in tempesta al porto, superando scogliere che potevano farla naufragare. Credo che Vanoli sia uno che voglia dimostrare che le sue potenzialità diventano qualità e, essendo legato a questi colori, farà di tutto per far emergere la Fiorentina e anche se stesso”.

Il calcio italiano

Sul momento attuale del calcio italiano, Corvino ha espresso preoccupazione: “Mi attiro nemici ma rispondo. Il calcio italiano attuale fa paura, è un calcio alterato, quasi tossico. Lo dico perché ci sono società con debiti che dipendono solo dai risultati domenicali, con poca visione e poca struttura. Di buono, però, ci sono gli allenatori, un patrimonio importante, quei pochi manager ai quali i presidenti danno ancora il timone, e Coverciano”.

Thiago Gabriel e il mercato dei giovani

Riguardo a Thiago Gabriel, Corvino ha detto: “Marcatori bravi si fatica a trovarne. Lui è un giovane del 2005 e ha il potenziale per diventare un giocatore top. Avendolo preso a 1 milione, oggi ha una valutazione straordinaria. Ha fisico, non è lento, è attento e anche fuori dal campo è un bravo ragazzo. Oggi c’è molta richiesta di calcio e di qualità, ma poca offerta a differenza del passato. Non ci sono i giocatori formati per strada o all’oratorio; manca qualità e un giovane calciatore lo devi cercare ovunque, anche alle Fær Øer”.

Un rimpianto di mercato

Infine, su chi sia stato sottovalutato a Firenze, Corvino ha ricordato: “Ho preso un ragazzino nell’ultima stagione, il difensore centrale Hancko, per un milione, ma fece solo un paio di apparizioni e fu svenduto appena andai via io. Ora gioca nell’Atletico Madrid che lo ha pagato 35 milioni. Ma questo succede nel calcio”.

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