Angelo Di Livio ha rappresentato un legame cruciale tra la Fiorentina dell’era Cecchi Gori, segnata da una gestione finanziaria errata che ne decretò la fine, e la nuova gestione Della Valle, che ripartì dalla Serie C2.
Riguardo al fallimento, Di Livio ha dichiarato a La Nazione: “Fu un trauma. Ci trovammo in ritiro per il campionato di Serie B dopo la retrocessione. Cecchi Gori continuava a prometterci che la situazione si sarebbe risolta, ma dopo la ventesima promessa capimmo che eravamo perduti”.
La ripartenza
Mentre gli altri compagni lasciavano la squadra, io rimasi a riflettere per qualche giorno in città con la mia famiglia. Successivamente, contattai Giovanni Galli dicendogli: “Se volete, potete contare su di me. Io resto”. La sua chiamata a Della Valle suscitò grande entusiasmo.
Riganò
Quell’anno segnò anche l’arrivo di Riganò. Inizialmente, pensai che non avesse l’aspetto di un atleta, ma si rivelò un giocatore molto forte. Insieme a lui e a Ripa, abbiamo guidato la rinascita della squadra.