Un’area di potenziale sviluppo per la Fiorentina, in vista della ripresa del campionato, riguarda la crescita di Mateo Pellegrino. L’attaccante argentino, in attesa di ritrovare il miglior Beto, è attualmente il secondo miglior marcatore della squadra in Serie A con due reti. A queste si aggiunge un gol in Coppa Italia contro il Pisa, portando il totale stagionale a tre marcature, un primato nella rosa viola condiviso con Franco Mastantuono.
Il repertorio mostrato in viola
Sorprendentemente, nessuna delle reti segnate da Pellegrino con la maglia viola ha sfruttato la sua principale dote: il colpo di testa. La sua prima marcatura, realizzata in casa contro il Torino, è arrivata con un potente sinistro dalla distanza, con un contributo anche da parte di Perri. La seconda rete, segnata a Venezia, è stata il risultato di una splendida conclusione a incrociare con il sinistro, dopo un’azione solitaria in contropiede. Infine, il gol nel derby toscano di coppa è stato un classico tap-in da opportunista d’area.
Un gesto tecnico da sfruttare
Il fatto che l’argentino non abbia ancora evidenziato l’arma che gli ha permesso di segnare un terzo dei suoi gol totali in carriera (12 su 36, di cui 11 sui 15 realizzati in Italia con il Parma) potrebbe dipendere anche dallo schema di gioco della Fiorentina. Con due esterni offensivi come Njie e Mastantuono, che giocano a piede invertito e tendono a accentrarsi, e due terzini come Viery e Jimenez, che rimangono più bloccati (il brasiliano) o si accentrano (l’ex Milan e Real Madrid), i cross dal fondo sono rari. Valorizzare il classe 2001 sfruttando maggiormente il gioco aereo potrebbe rappresentare un punto su cui lavorare nel repertorio offensivo della squadra di Vanoli in vista del rientro in campionato.