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Talenti viola in fuga: i rimpianti del vivaio gigliato

La recente prestazione di Michael Kayode con la Nazionale italiana riapre il dibattito sui talenti cresciuti nella Fiorentina e poi valorizzati altrove. Casi come Ghilardi, Favasuli e Amatucci evidenziano una gestione che potrebbe aver sacrificato il potenziale sportivo per benefici economici immediati.
Talenti viola in fuga: i rimpianti del vivaio gigliato Talenti viola in fuga: i rimpianti del vivaio gigliato

Il gol segnato con la maglia dell’Italia ha risuonato anche a Firenze, evidenziando un rimpianto. La prestazione di Michael Kayode nel suo debutto con la Nazionale contro la Turchia ha riacceso il dibattito sui giovani talenti formati dalla Fiorentina e poi maturati in altre realtà. Il terzino del Brentford rappresenta forse il caso più eclatante, avendo già mostrato potenziale per la prima squadra viola sotto la guida di Vincenzo Italiano. Tuttavia, scorrendo i nomi, le cifre e le valutazioni, emerge il sospetto di una gestione dei giovani che potrebbe aver mancato di attenzione.

Kayode, valutazione raddoppiata

Il giovane classe 2004 ha lasciato Firenze nel gennaio 2025, con un prestito oneroso da 500mila euro e un diritto di riscatto fissato a 17,5 milioni, successivamente esercitato dal Brentford. L’operazione complessiva ha raggiunto i 18 milioni, con la Fiorentina che ha mantenuto il 10% sulla futura rivendita. Attualmente, la valutazione di mercato stimata da Transfermarkt si aggira sui 40 milioni, più del doppio di quanto incassato dalla società viola. Sebbene la clausola possa portare ulteriori introiti, rimane la sensazione di aver ceduto troppo presto un terzino che avrebbe potuto essere una risorsa preziosa per molti anni.

Ghilardi e Favasuli: plusvalenze economiche

Non meno significativa è la traiettoria di Daniele Ghilardi, difensore centrale classe 2003, ceduto al Verona nel 2022 per una cifra iniziale di circa mezzo milione. La clausola del 50% sulla rivendita ha poi permesso alla Fiorentina di ottenere circa 5 milioni dal suo passaggio alla Roma, mentre oggi il giocatore è valutato 18 milioni. Un apporto economico importante per il bilancio, che però non attenua il dubbio sulla rinuncia sportiva. Ancora più evidente è il caso di Costantino Favasuli, classe 2004, lasciato al Catanzaro senza un incasso immediato, ma con il 50% garantito sulla futura cessione. Il successivo trasferimento al Napoli ha fruttato ai viola un ritorno economico tra i 3,5 e i 4 milioni. La sua attuale valutazione è di 8 milioni, con prospettive di crescita: anche in questo caso, altri club hanno saputo valorizzare un talento formato a Firenze.

Amatucci e una lezione già appresa

A completare il quadro è Lorenzo Amatucci, regista classe 2004, trasferitosi quest’estate al Deportivo La Coruna per 2,5 milioni più bonus, con il 20% riservato sulla futura rivendita. La sua valutazione attuale è stimata intorno agli 8 milioni. Sebbene queste stime non rappresentino offerte concrete e non vi sia certezza sull’esito di un’eventuale permanenza in viola, la ripetitività di questi casi suggerisce una maggiore pazienza prima di finalizzare cessioni definitive. Una lezione che Firenze ha già imparato in passato, ai tempi della gestione Della Valle e del periodo dirigenziale che vide anche Corvino a capo dell’area tecnica. Allora, Nicolò Zaniolo, passato a costo zero all’Entella, e Gianluca Mancini, ceduto al Perugia per una cifra irrisoria, costruirono carriere significative altrove. Vicende con responsabilità differenti, ma unite dallo stesso rimpianto: formare un talento è vano se poi i frutti vengono sempre raccolti da altri.

La grafica curata da Pietro Pelliciari per Rtv38 e pubblicata su Extra Viola riassume i punti chiave dell’analisi.

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