Il talent scout Andrea Ritorni ha commentato ai microfoni di Radio Bruno Toscana la recente convocazione in Nazionale dell’ex viola Michael Kayode. “L’emozione è stata forte sia per me che per il ragazzo”, ha dichiarato Ritorni, sottolineando come si tratti di un traguardo a lungo desiderato e finalmente raggiunto. Kayode, che gioca stabilmente in Premier League da un anno e mezzo e che l’anno scorso è stato insignito del premio come miglior giovane del campionato, ha recentemente rilasciato la sua prima intervista con la Nazionale maggiore mostrando grande emozione. Questo successo, ha aggiunto Ritorni, è il risultato di un lavoro intenso che lo ha portato in pochi anni a raggiungere traguardi di altissimo livello.
Un giovane di valore
Ritorni ha proseguito descrivendo Kayode come una persona di rara semplicità e umiltà, affermando: “Sono tanti anni che lavoro in questo mondo e raramente ho trovato ragazzi così semplici e umili”. Ha evidenziato come Kayode sia rimasto la stessa persona di quando lo prelevò dal Gozzano. L’obiettivo ora, secondo lo scout, è mantenere questo livello: “Arrivare in Nazionale è bello, ma rimanerci è la cosa più difficile”.
Il ruolo di Aquilani
Un ringraziamento speciale è andato ad Alberto Aquilani, definito fondamentale per la crescita di Kayode. “È lui che l’ha lanciato in Primavera e che ci ha creduto anche nei momenti più difficili”, ha spiegato Ritorni, lodando le qualità dell’allenatore sia sul piano tecnico e tattico che su quello psicologico. Le capacità di Aquilani sono state dimostrate in Serie B e si stanno confermando ora al Sassuolo.
Attenzione per Croci
Riguardo a Federico Croci, Ritorni ha commentato il suo recente gol contro il Lecce, definendolo naturale ed eccezionale. Ha riconosciuto al giovane il DNA del calciatore, evidenziando la sua velocità e astuzia. Tuttavia, ha messo in guardia sulla necessità di mantenere i piedi per terra: “Il calcio ti dà tanto ma ti toglie anche velocemente”. Ritorni ha sottolineato l’importanza di un percorso cauto, sia a livello di club che di Nazionale, per evitare di commettere errori che potrebbero danneggiare il giocatore.