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Saccardi: “La Fiorentina è una malattia condivisa. Speriamo di soffrire meno”

Stefania Saccardi, Presidente del consiglio della Regione Toscana, ha presentato il libro “100 anni d’Amore” dedicato alla Fiorentina: “Siamo tutti un po’ malati di Fiorentina e abituati alla sofferenza, speriamo di soffrire un po’ di meno”
Saccardi: "La Fiorentina è una malattia condivisa. Speriamo di soffrire meno" Saccardi: "La Fiorentina è una malattia condivisa. Speriamo di soffrire meno"

Stefania Saccardi, Presidente del consiglio della Regione Toscana, è intervenuta a margine della presentazione del libro fotografico “100 anni d’Amore”, dedicato ai 100 anni di storia della Fiorentina. L’evento si è svolto nell’anno del centenario della squadra, un anniversario straordinario che vede moltiplicarsi le iniziative in città. Il libro di Massimo Pieri si inserisce in questo contesto, offrendo un racconto visivo di un secolo di storia viola. Saccardi ha definito la raccolta di fotografie “bellissima”, capace di evocare ricordi legati alla società e alla città, sottolineando come ogni immagine riporti alla mente un pezzo della storia di questa società. Ha aggiunto che, al di là dei risultati attuali, che tutti sperano siano solo temporanei, la storia della Fiorentina è intrinsecamente legata all’amore e alla passione dei tifosi, nonché alla vita stessa della città. La presentazione in Consiglio Regionale è stata definita “molto bella” e un’occasione preziosa per recuperare ricordi e memorie, rivedendo i volti di coloro che hanno segnato la storia del club e, di riflesso, della città, costituendo l’anima della squadra.

Riguardo al legame tra la Fiorentina, una società privata, e il suo essere percepita come un bene pubblico, Saccardi ha dichiarato: “C’è una proprietà che investe risorse nella squadra, ma nessuna squadra può essere costruita unicamente su basi economiche. Le squadre vivono di passione, d’amore e della sofferenza di un’intera città, di una regione e di un popolo che si identifica in essa. Siamo tutti, in un certo senso, malati di Fiorentina e abituati a soffrire. Speriamo di vivere momenti di minore sofferenza, anche perché il richiamo dello stadio è irresistibile. Tutti ci ritroviamo lì per seguire la squadra, indipendentemente dall’esito delle partite. Questo libro cattura perfettamente il cuore e l’anima di un popolo e di una città”.

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