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Amoruso: “Vanoli riveda Marassi, la mente è il problema”

Lorenzo Amoruso, ex difensore della Fiorentina, analizza il momento della squadra di Paolo Vanoli. “Mi auguro che al Viola Park abbiano rivisto i primi 30 minuti contro il Genoa”, ha dichiarato, sottolineando come gli errori derivino principalmente da un fattore mentale.
Amoruso: "Vanoli riveda Marassi, la mente è il problema" Amoruso: "Vanoli riveda Marassi, la mente è il problema"

Nel pomeriggio odierno, l>Lorenzo Amoruso, ex difensore della Fiorentina, intervenendo a Radio Bruno, ha espresso il suo parere sulla situazione attuale della squadra guidata da Paolo Vanoli, a pochi giorni dall’impegno contro il Como di Fabregas.

“Mi auguro che al Viola Park in questi giorni abbiano rivisto i primi 30 minuti della partita contro il Genoa, il momento in cui si è manifestata una netta differenza tra le due compagini: specialmente nell’approccio e nel supporto reciproco tra compagni. Non possiamo poi dimenticare le continue disattenzioni individuali; la squadra vista sabato sembrava impegnata in un allenamento, quando i giocatori sono ancora affaticati dai carichi di lavoro. Eppure si trattava di una gara decisiva, o almeno lo era per gli avversari: un’eventuale sconfitta avrebbe messo De Rossi in una posizione difficile. Tutti eravamo consapevoli di cosa attendersi, forse anche i giocatori, che tuttavia sono scesi in campo senza tenerne conto: questa rappresenta l’unica spiegazione possibile”.

Vanoli e la gestione mentale

Amoruso ha aggiunto: “Scendere in campo senza la giusta determinazione è stato un errore fatale per noi. Spero vivamente che siano state analizzate tutte le dinamiche. Si tratta di un’azione che qualsiasi allenatore intraprenderebbe, quindi non ho dubbi in merito. L’unica critica che posso muovere a Vanoli riguarda la gestione mentale di una squadra giovane: è necessario martellarli quotidianamente, alcuni dovrebbero percepire l’allenamento come una vera e propria tortura. Evidentemente ci sono state delle distrazioni, perché non è plausibile offrire una prestazione simile dopo tre settimane di preparazione. Il riscontro si è visto nel secondo tempo: quando la squadra ha abbassato la testa e ha iniziato a lottare, le cose sono migliorate. Sebbene non sia stato sufficiente per ottenere il pareggio, un miglioramento è stato evidente”.

L’atteggiamento come chiave di volta

Riguardo alla sfida contro il Como di Fabregas, ha dichiarato: “In questo momento è difficile fare pronostici per domenica, la mia mente è focalizzata su ciò che non riesce a scattare nella mentalità di molti giocatori. Parliamoci chiaro: possiamo affrontare qualsiasi avversario, ma se l’atteggiamento è sbagliato, si perde contro tutti. Bisogna trovare il giusto interruttore, perché anche contro il Napoli nel primo tempo la prestazione è stata modesta, mentre nella ripresa la squadra si è trasformata. Dobbiamo capire cosa serve a questa formazione per iniziare le partite con il piglio giusto”.

La radice degli errori: la sfera mentale

L’ex difensore ha poi evidenziato le numerose imprecisioni, attribuendole a un fattore psicologico: “A mio avviso, tutti gli errori sono riconducibili a un aspetto mentale. Se si parte in sordina e gli avversari sono in pieno slancio, è inevitabile che per tutta la partita si debba rincorrere. Questa rincorsa, inoltre, comporta il rischio di arrivare sempre in ritardo, commettendo falli evitabili e creando disagi ai compagni. Ranieri, ad esempio, a Marassi ha rischiato l’espulsione in più occasioni durante il primo tempo, un comportamento inaspettato da parte sua”.

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