Nel mondo del calcio italiano i giudizi sono spesso fugaci, capaci di cambiare in pochi minuti. Il tempo stesso appare relativo, rendendo affascinante e quasi grottesco il confronto tra i titoli e i commenti di una settimana fa e quelli delle ultime ore. Un osservatore esterno faticherebbe a comprendere il concetto di ‘coerenza’, soprattutto analizzando le opinioni recenti: domenica 18 ottobre David De Gea era considerato un problema da molti, mentre dopo la sua eccezionale prestazione a San Siro è diventato un eroe nazionale. Nel mezzo, però, ci sono i fatti concreti e la difficoltà di accettare una realtà più sfumata rispetto alla dicotomia assoluta e intercambiabile tra “insufficiente” e “fenomeno”, categorie particolarmente diffuse a Firenze.
Inter-Fiorentina
Ci concentriamo sull’attuale David De Gea, vicino ai trentasei anni, mettendolo in relazione con il suo passato e partendo dalla prestazione di ieri sera. Si contano nove parate decisive, alcune delle quali spettacolari, con 0.95 xG evitati, un dato che equivale quasi a un gol segnato, confermando una delle sue migliori performance in Italia. Prima della partita contro l’Inter, aveva ricevuto il sostegno di Paolo Vanoli, apparso forse infastidito dalla necessità di difendere un giocatore come De Gea di fronte alle critiche recenti, specialmente considerando la situazione della sua squadra. L’allenatore ha dichiarato: “De Gea non si discute, è il mio capitano”, una risposta concisa e da leader, poi confermata sul campo.
La sintesi
La Fiorentina ha perso ‘solo’ 2-1 grazie all’intervento dello spagnolo, un dato su cui tutti concordano. Allo stesso modo, sono chiare le sue recenti incertezze, come l’errore commesso una settimana prima su un tiro di Douvikas. Tutto ciò rientra in un quadro più ampio: De Gea è il portiere ammirato a San Siro ma anche quello visto in Fiorentina-Como, una costante nella sua carriera, come possono testimoniare i tifosi del Manchester United o quelli spagnoli. Un estremo difensore che, quando in giornata, rappresenta quasi un vantaggio ingiusto per la squadra. I tifosi a Manchester dicevano che “In certe serate potrebbe salvare anche il Titanic”. Tuttavia, esistono anche giornate negative, che capitano a tutti, ma che per un portiere finiscono spesso in compilation online. Le prestazioni positive sono sempre state più numerose di quelle negative, anche a Firenze, ma i momenti difficili tendono ad avere un’eco maggiore rispetto ai successi, un fenomeno che si osserva anche in altri portieri di calibro mondiale come Gigio Donnarumma. Per questo motivo, DDG43 non è mai stato inserito nel pantheon dei Neuer, Buffon o Courtois. In sintesi, il vero problema di De Gea risiede nella percezione che abbiamo di lui e dei portieri in generale. Quanto accaduto a Firenze si è visto anche a Milano, sponda Inter, con un connazionale del portiere viola, Pepo Martinez. La percezione è troppo volubile e isterica, poco focalizzata sulla complessità del ruolo e sulle prestazioni che dipendono fortemente dal contesto. Forse, quando Paolo Vanoli fa riferimento al concetto di equilibrio, si riferisce anche a questa dinamica generale.