L’ultima domenica trascorsa in relax sul divano precede un periodo intenso. Ottobre e novembre promettono ai sostenitori viola settimane di emozioni altalenanti, con sei incontri che vedranno la Fiorentina affrontare sfide complesse e stimolanti, utili a valutare le ambizioni del gruppo. A partire da domani, la squadra sarà impegnata in un ciclo ravvicinato di partite che dovrà fornire tre risposte chiare agli appassionati che seguono costantemente la squadra.
Come si presenterà la squadra?
La prima domanda riguarda la condizione generale: come si esprimerà in campo la formazione guidata da Vanoli. Il tecnico ha optato per una sosta caratterizzata da ritmi elevati, concedendo solamente due giorni di riposo alla squadra dopo l’impegno contro il Napoli, andando contro la scelta della maggior parte dei suoi colleghi in Serie A. La strategia è stata quella del lavoro intenso, con settimane di doppie sessioni per recuperare la migliore condizione atletica e aumentare il livello di intensità, un approccio simile a quello adottato l’anno precedente quando subentrò a Pioli. L’obiettivo è che la Fiorentina si presenti al Ferraris con un’intensità ancora maggiore rispetto a quella già notevole dimostrata contro il Napoli prima della pausa.
Come affronterà il calendario?
L’incontro contro il Genoa segna l’inizio di una serie di partite che riveleranno il potenziale della Fiorentina. Il calendario di ottobre presenta un percorso impegnativo, iniziando dalla trasferta a Genova (dove il Genoa affronta una situazione delicata con De Rossi in bilico e senza potersi permettere ulteriori passi falsi) per poi proseguire con le sfide contro Como, Inter e Atalanta, quest’ultime ravvicinate da un turno infrasettimanale. Questo avviene in un’annata in cui i viola non sono abituati a giocare su più fronti, data l’assenza dalle competizioni europee. Successivamente, la squadra affronterà il Sassuolo e infine la Juventus, un impegno di prestigio a coronamento di un programma intenso e proibitivo.
Quanto potrà crescere Mastantuono?
Infine, c’è la questione del fattore sorpresa. Il giocatore che punta a dimostrare il suo valore è Franco Mastantuono, ancora lontano dal suo massimo potenziale ma galvanizzato dalle recenti esperienze in patria. Il suo ritorno in Nazionale, il primo gol segnato e le dichiarazioni di Scaloni che già lo considera un elemento di esperienza, unitamente a una crescente autostima, sono segnali importanti. Come ha dichiarato il giovane talento di Azul: “La gente è – onestamente – molto esigente nei miei confronti e lo capisco, so cosa ci si aspetta da me. Ho esordito a 16 anni, ovviamente si sono generate molte aspettative”. Il talento argentino è consapevole delle sue capacità tecniche, così come lo è chi, come Paratici, ha lavorato per portarlo in squadra durante l’estate. Ora l’autunno e il resto della stagione saranno cruciali per il suo pieno sviluppo, anche con la maglia viola.