L’ex calciatore francese, Franck Ribery, ha condiviso riflessioni sul suo passato e le prospettive future. Intervenuto al Festival dello Sport di Trento, ha rievocato momenti salienti della sua carriera, partendo dagli esordi a Marsiglia, passando per la sua affermazione con il Bayern Monaco e l’esperienza in Italia con la Fiorentina. Un percorso ricco di successi, compagni di squadra illustri e qualche rammarico.
Il periodo in Baviera e i legami
L’approdo al Bayern Monaco ha segnato la sua definitiva consacrazione. Ribery ha ricordato con orgoglio gli anni trascorsi in Germania, menzionando i grandi campioni incontrati. Tra questi, spicca Arjen Robben, con cui ha formato una delle coppie offensive più iconiche del calcio europeo, condividendo un decennio di trofei e gol che hanno reso indissolubile il loro legame con il club bavarese.
Ha inoltre evidenziato il rapporto con Zinedine Zidane, figura di riferimento anche a livello umano, che lo avrebbe aiutato a giocare con maggiore sicurezza. Un altro legame importante è quello con Luca Toni, conosciuto proprio al Bayern e diventato uno dei suoi più cari amici nel mondo del calcio, con cui ha condiviso numerosi ricordi, inclusi gli assist forniti all’attaccante italiano.
Il rimpianto del Pallone d’Oro e la scelta viola
Tra i passaggi più significativi della sua carriera, Ribery ha sottolineato il 2013. Quell’anno, il Bayern conquistò ogni trofeo possibile, rappresentando l’apice della sua carriera. Tuttavia, non nasconde un profondo rammarico personale per non aver vinto il Pallone d’Oro, sfuggito nonostante un’annata eccezionale.
Il 2013 è stato il mio anno d’oro. Sono stato il miglior giocatore della Bundesliga e d’Europa, forse avrei meritato anche il Pallone d’oro. Non vincerlo mi ha fatto male, è stata una delusione. Non ho problemi ad ammetterlo. È stata una stagione magica, ho vinto tutto, facendo benissimo sia con il Bayern che in Nazionale… che potevo fare di più? Terminato nel 2019 al Bayern ho scelto Firenze, perché il club è molto importante nella serie A. C’è una grande passione e ci sono grandi tifosi. Peccato per l’arrivo del covid. Ma sono stati due anni bellissimi con tanti ricordi. Un vero onore portare la maglia viola.
Verso una nuova carriera
Attualmente, Ribery aspira ad aprire un nuovo capitolo professionale. Dopo aver completato il corso a Coverciano, l’ex giocatore si dichiara pronto ad intraprendere la carriera di allenatore.
Mi sono reso conto che ho cambiato mestiere, per davvero. Per me sarà molto importante la gestione del gruppo, l’empatia e il rapporto con i calciatori. Viene prima di schemi e tattiche.