Non è semplice navigare sulla linea sottile che separa l’esito di una competizione sportiva dall’atteggiamento mostrato sul terreno di gioco. Se c’è una lezione da assimilare dalla stagione precedente, è l’importanza dell’approccio alla partita, un aspetto che era diventato un punto debole della Fiorentina e che aveva contribuito al suo calo in classifica. La squadra si era ritrovata invischiata nella lotta per la salvezza, nonostante un valore tecnico complessivo decisamente superiore.
La doppia sconfitta a Genova
Per questo motivo, la sconfitta subita a Genova ha rappresentato un colpo durissimo, tanto inatteso quanto doloroso per le modalità con cui si è verificato. Il Genoa ha compiuto la sua missione di sostegno all’allenatore, mentre la Fiorentina ha clamorosamente mancato l’approccio, un aspetto su cui Vanoli sembrava aver lavorato con successo. In quest’ottica, il calendario imminente richiede un rapido cambiamento di mentalità, non solo in campo, ma anche, a giudicare dalla preparazione alla ripresa del campionato dopo la sosta di 20 giorni, fuori dal campo, con una preparazione diversa per il match contro il Como.
Una struttura di supporto per il rendimento
Per raggiungere questo obiettivo, e per farsi trovare pronti ad affrontare il Como tra due impegni di Champions League, sarà fondamentale mantenere alta la concentrazione al Viola Park. Questo richiederà un contributo attivo anche da parte della società. Se Paratici ha sottolineato la necessità di creare una struttura con figure che supportino al meglio le prestazioni dei calciatori, le sue parole non si sono ancora tradotte in azioni concrete. Allo stesso modo, l’assenza di dichiarazioni da parte dei dirigenti dopo le partite, e il mancato cambio di passo a Genova, chiamano in causa anche la dirigenza. La quarta sconfitta in sei partite di campionato non può essere ignorata, soprattutto considerando che dall’ambiente viola traspariva una eccessiva sicurezza nei propri mezzi