L’ondata di entusiasmo estiva era legata anche alla visione di una Fiorentina rinnovata, con una rosa in parte modificata e un volto decisamente più giovane. La squadra guidata da Paolo Vanoli è composta da molti elementi nati tra il 2004 e il 2007, calciatori senza dubbio promettenti ma che necessitano ancora di maturazione. L’allenatore sta ponendo grande enfasi proprio su questo aspetto, consapevole di avere a disposizione talenti acerbi.
Una mentalità da consolidare
Vanoli definisce spesso i suoi giocatori come dei ragazzi, e le attuali difficoltà del team sono in larga parte riconducibili alla loro inesperienza. Pur riconoscendo l’esistenza di lacune tecniche e tattiche, il principale punto di forza e debolezza della Fiorentina attuale risiede proprio nella sua gioventù. La questione della maturità è al centro del lavoro di Vanoli in vista della trasferta contro il Sassuolo. Come dichiarato dall’allenatore giovedì sera: “Si migliora con gli errori e l’esperienza, sono ragazzi con voglia di dimostrare. Fa tutto parte di un processo”. Questo aspetto sarà cruciale per il futuro della squadra, e la giovane età non deve diventare una scusa per giustificare risultati negativi.
Analisi gara per gara
Le difficoltà legate all’inesperienza emergono chiaramente dall’andamento delle partite, ancor prima del risultato finale. In campionato, la Fiorentina si è trovata in svantaggio in sette delle nove gare disputate, riuscendo a ribaltare la situazione solo in un’occasione (a Venezia). I pareggi sono stati solo due. Nell’ultimo incontro, giovedì sera, i viola avevano recuperato contro l’Atalanta per poi subire il gol del definitivo 2-2 da parte di Zalewski. Già nel primo tempo, dopo un avvio intenso, i ragazzi di Vanoli avevano mostrato segni di cedimento psicologico dopo il gol di De Ketelaere. La tenuta mentale, più delle reti subite o della sterilità offensiva, appare come il limite principale da superare per la Fiorentina, al fine di uscire rapidamente dalla zona bassa della classifica.