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Fiorentina: l’idea di squadra di Paratici non si concretizza

La Fiorentina fatica a tradurre in pratica l’idea di gioco o di squadra pensata in estate. Nonostante gli sforzi di Vanoli, il passaggio dalla teoria alla concretezza resta sospeso, con la squadra che mostra ancora poca efficacia e identità.
Fiorentina: l'idea di squadra di Paratici non si concretizza Fiorentina: l'idea di squadra di Paratici non si concretizza

L’esigenza di definire un’idea di gioco o di squadra si fa sempre più pressante. L’obiettivo non è necessariamente uno spettacolo pirotecnico, come si poteva immaginare dopo un mercato estivo particolarmente generoso, ma almeno una concreta efficacia. Il lavoro di riorganizzazione guidato da Vanoli procede a piccoli passi, con l’ultimo pareggio contro l’Atalanta che non ha modificato significativamente la situazione della Fiorentina. Tuttavia, il passaggio dalla concezione teorica estiva all’applicazione pratica attuale rimane ancora molto incerto.

Sassuolo, una tappa cruciale

Un anno fa, proprio a Reggio Emilia, la Fiorentina non solo subì una sconfitta severa, ma visse anche un momento di forte tensione, sia sul terreno di gioco che negli spogliatoi. Anche questa volta, Vanoli e i suoi uomini si presentano all’appuntamento del Mapei Stadium con margini di errore ridotti. Un risultato negativo, infatti, acuirebbe ulteriormente il clima già teso attorno all’allenatore e, soprattutto, la classifica non permette rilassamenti di alcun tipo.

La Fiorentina ipotizzata in estate

Nel frattempo, nonostante le difficoltà riscontrate dal tecnico nel costruire una squadra coesa, rimane senza risposte l’interrogativo sull’idea di squadra che ha guidato Paratici durante l’estate. Dal periodo di Grosso a quello di Vanoli, infatti, non emerge ancora una chiara identità di gioco. Se non è ancora definito il progetto di Fiorentina che si voleva realizzare, non si possono attribuire tutte le problematiche alle incertezze dei due allenatori che si sono alternati sulla panchina viola. Né Grosso né Vanoli hanno certamente garantito un gioco brillante, ma nell’attuazione pratica che ha seguito la pianificazione teorica estiva, è probabile che molti altri tecnici avrebbero incontrato notevoli difficoltà.

Contraddizioni in tutti i settori

Dai difensori centrali, che hanno contribuito a una media gol subiti allarmante (2,33 reti incassate a partita), a un attacco in difficoltà con soli 2 gol segnati in campionato da Pellegrino (un bottino simile a quello di Kean dopo 10 giornate l’anno scorso, mentre Beto era a quota 0 come lo era Piccoli), passando per un centrocampo caratterizzato da molte contraddizioni, l’idea di fondo dell’organico di quest’anno rimane, per ora, puramente teorica. Non è ancora chiaro chi e come potrà trasformare la teoria estiva in una pratica efficace, che almeno si avvicini a quanto concepito da Paratici durante le varie operazioni di mercato.

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