L’avvocato, agente e dirigente sportivo, Giulio Dini, è intervenuto a Radio FirenzeViola nel corso di “Palla al centro”. Queste le sue dichiarazioni sul momento della Fiorentina: “Il dato più negativo di ieri non è la sconfitta in sé perché l’Inter ha avuto tantissime occasioni. Ho l’impressione che in questo momento, assieme ai problemi tecnici e tattici, ci sia un problema di identità. Leggo le parole di Alvini del Frosinone e parlando della sua squadra lui dice che ha un’identità, che persegue i propri obiettivi con i propri principi. La mia domanda è: quali erano gli obiettivi di ieri della Fiorentina? Ieri ho rivisto una delle centinaia della Fiorentina vecchio stampo, quando andavamo in trasferta sperando che finisse il prima possibile la partita. Questo secondo me è un problema d’impostazione. Cosa stiamo facendo? Stiamo cercando di trovare l’equilibrio? Ieri stavamo vincendo per circostanze imponderabili, però abbiamo rinunciato a far male all’Inter. La prima domanda è: qual è l’identità di questa squadra?
Che cosa farei? Io non so se sia l’ideale giocare adesso con un centravanti classico. C’è un giocatore come Pedro Gonçalves che ha 100 gol nelle gambe. L’idea di schierarlo come falso nueve per me ci può stare, anche perché questa squadra ha il ‘dai’ ma non il ‘vai’, serve un uomo che abbia l’ultimo passaggio. Gonçalves è uno che nel primo quarto d’ora col Como ha giocato due palloni di prima, che erano anni che non vedevo giocare a Firenze. Allora, perché non puntare su uno che è vispo, vede il gioco, ha la verticalità e mi dà questo benedetto ‘vai’? Quest’anno abbiamo perso anche uno come Mandragora e soprattutto i suoi inserimenti, non c’è più neanche Kean, che non rimpiango, ma anche l’anno scorso ti ha portato qualche gol, quindi mettiamo dentro questo benedetto ragazzo.
Su Viery io sono meno tragico di voi, perché questo è un ragazzo che ha il miglior sinistro, sicuramente non solo di tutta la difesa, ma probabilmente di mezza squadra, perché ha un ottimo piede. E’ anche uno cattivo, cioè è uno che si fa sentire, diciamo sempre, è anche un difensore molto arcigno. E’ chiaro, entra, gioca terzino stando un po’ troppo stretto, poi esce, non gioca, poi rigioca terzino, viene buttato nella mischia all’improvviso perché fa male a Pongracic. Ed è chiaro che Vieri commette un fallo da rigore. Però se dobbiamo vedere tutti gli errori dei singoli allora conviene giocare con la difesa della Primavera. Io lo ribadisco: in Vieri ci vedo qualcosa di importante, è un profilo di livello”.
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