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La Fiorentina a San Siro: sesta sconfitta e un triste primato

La Fiorentina ha subito la sesta sconfitta in otto partite di Serie A contro l’Inter a San Siro, un primato negativo nella sua storia con 19 reti subite. Dopo essere passata in vantaggio con Jiménez, la squadra viola è stata raggiunta e superata nel lunghissimo recupero.
La Fiorentina a San Siro: sesta sconfitta e un triste primato La Fiorentina a San Siro: sesta sconfitta e un triste primato

So, where is gone and why don’t I know? It’s just the start of another show to hurt you And make you feel alive

Il verso conclusivo di Where Is Gone?, celebre brano della band irlandese Fontaines D.C., sembra descrivere perfettamente l’atmosfera di Inter-Fiorentina di domenica scorsa. Il nuovo lavoro discografico del gruppo di Dublino, intitolato Dopamine Chamber, potrebbe forse offrire un rifugio ai Vanoli Boys, alle prese con un inizio di stagione decisamente complicato. L’aria di Halloween non ha portato alcun divertimento.

Dopo le accese polemiche post-Como, la squadra viola si è ritrovata a vivere il sogno, poi infrantosi, di una vittoria al Meazza, tanto inattesa quanto clamorosa, contro i campioni d’Italia in carica. La Fiorentina ha subito la sesta sconfitta in otto partite di Serie A: un dato che segna un primato negativo nella sua storia, non avendo mai perso così tante gare nelle prime otto giornate. A questo triste record si aggiungono le 19 reti subite, ben sette in più rispetto alla criticata Fiorentina di Pioli nello stesso periodo della scorsa stagione. Se i tifosi viola pensavano di aver già affrontato la peggiore annata dell’era Commisso, si sono illusi: quest’anno la partenza è stata addirittura peggiore.

La prima frazione di gioco

In seguito alle decisioni arbitrali contro il Como, per la sfida di Milano è stato designato Maurizio Mariani di Roma, considerato il miglior direttore di gara italiano al momento. Nonostante ciò, non si può certo ringraziare Orsato, visti i precedenti.

A San Siro, il tecnico Vanoli ha schierato una Fiorentina che sulla carta appariva più solida fisicamente rispetto a quella vista contro Fàbregas, con Marco Brescianini a rinforzare il centrocampo. In avanti, il compito di creare pericoli per il portiere nerazzurro Provedel era affidato a Franco Mastantuono, Njie e Mateo Pellegrino.

L’Inter di mister Chivu ha iniziato la gara con una difesa alta, mantenendo il possesso palla e dando l’impressione che ogni azione potesse trasformarsi in gol. La Viola, tuttavia, ha approcciato bene la partita, resistendo all’urto. Mateo Pellegrino si è impegnato a duellare con Akanji, mentre Franco Mastantuono ha costantemente preso l’iniziativa, mostrando grande personalità. Fino alla mezz’ora, l’incontro è rimasto in equilibrio, poi è iniziato il “David De Gea Show”: proprio lui, indicato in settimana come il problema della Fiorentina.

Al 35’, Thuram si è trovato a tu per tu con lo spagnolo, che ha respinto con il piede, salvando il risultato. Poco dopo, è arrivato un intervento ancora più straordinario: Pio Esposito ha colpito di testa da distanza ravvicinata, ma David De Gea è volato, togliendo miracolosamente il pallone dalla porta mentre i settantamila di San Siro stavano già esultando. Lo zero a zero è rimasto intatto e, considerate le premesse, per i Vanoli Boys era già un successo.

La ripresa e la rimonta

La seconda parte della gara è nota a tutti: la Fiorentina ha perso. Il tifoso viola ha vissuto un’altalena di emozioni, attraversando tutti gli stati d’animo possibili in una partita della Fiorentina. David De Gea ha ingaggiato un duello personale con Thuram, e il pareggio sembrava protetto da congiunture astrali. Al 65’, il Maestro Nicolò Fagioli ha servito il platinato Jiménez, che ha ricevuto fuori area e ha scagliato un destro potente sul primo palo. Provedel lo ha visto tardi, o forse non lo ha visto affatto, e il pallone è finito in rete. Zero a uno. Per lo spagnolo, ex Milan, è stato il terzo gol stagionale: l’aria di derby lo ha esaltato. Il terzino viola ha esultato con la serenità di una televendita e si è fatto fischiare da tutto il pubblico nerazzurro. Il tifoso viola ha segretamente gioito, iniziando a fare calcoli europei.

L’Inter ha reagito con rabbia. Tuttavia, gli dei del calcio sembravano favorire la Fiorentina di Vanoli: Maurizio Mariani ha negato all’Inter un rigore che sembrava evidente per un fallo di Viery, subentrato all’infortunato Pongračić, proprio su Thuram. A quel punto, il tifoso viola si è ricordato di ringraziare Orsato, ma la partita non era ancora finita. Da quel momento, la porta viola è diventata il centro di un assedio, con David De Gea bombardato senza pietà. Tra tutti, Carlos Augusto: prima ha colpito di testa la traversa, poi, appena due minuti dopo, ha centrato nuovamente il legno.

Poi sono arrivati i cambi per Vanoli, e l’effetto sulla Viola è stato quello di Sansone quando si taglia i capelli. Sono usciti contemporaneamente Franco Mastantuono e Jiménez, i due giocatori viola più abili a tenere il pallone lontano dalla propria area; sono entrati Gnonto e Dodô, quest’ultimo utile come lo spray antizanzare alle Cascine a luglio.

Gnonto ha rischiato di smentire subito la diffidenza con una conclusione insidiosa che per poco non ha sorpreso Provedel. Ma è stata solo una breve pausa dall’assedio nerazzurro. Sono entrati anche João Mário per Njie e Beto per Mateo Pellegrino. Mancava poco alla fine, il quarto uomo ha indicato sei minuti di recupero e a Firenze si aveva la sensazione che potesse iniziare un’altra partita.

Al 91’, infatti, Diouf ha trovato Thuram al limite dell’area. Il francese ha controllato e ha scagliato un sinistro preciso che si è infilato tra diverse gambe, spegnendosi nell’angolo basso. Questa volta neppure David De Gea ha potuto intervenire. Uno a uno. Ha bruciato tantissimo, ma, tutto sommato, prima di scendere in campo il tifoso viola avrebbe firmato per un pareggio a Milano. Illuso.

Nel lunghissimo recupero, Thuram è entrato nuovamente in area e Valdepeñas lo ha abbracciato con la discreta tecnica di Tomović. Maurizio Mariani, sempre lui, ha indicato il dischetto. Stavolta senza ripensamenti o crisi di coscienza. Sul pallone è andato Zieliński. Il polacco ha calciato sotto l’incrocio, completando la rimonta al 98’. Il finale shakespeariano di Inter-Fiorentina è destinato a rimanere negli annali. Quelli sbagliati, però, nei quali i tifosi viola sono costretti ancora a chiedersi: la vittoria, Where Is Gone? Al momento, neanche i Fontaines D.C. sanno rispondere.

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