Nel corso di un collegamento, l’ex dirigente viola Oreste Cinquini ha fornito una dettagliata analisi sulla condizione attuale della Fiorentina di Vanoli, in vista dell’imminente incontro casalingo contro l’Atalanta di Maurizio Sarri.
“Proveniamo da due battute d’arresto che, a mio avviso, presentano caratteristiche distinte. A Milano la squadra non aveva affatto demeritato, eppure abbiamo ceduto nel recupero: avremmo dovuto portare a casa almeno un punto da San Siro. Il problema, purtroppo, è che ora la questione si manifesta sia a livello psicologico che fisico. Le ultime due formazioni che abbiamo affrontato arrivavano da impegni europei e, logicamente, avrebbero potuto essere più affaticate di noi. Invece, sia contro il Como, dove abbiamo sofferto notevolmente, sia nel finale della partita di domenica, quando avremmo dovuto reagire, abbiamo perso.”
La carenza di personalità nella rosa
Cinquini ha proseguito la sua disamina: “Siamo passati a schierare una difesa a cinque, pur essendo consapevoli delle nostre difficoltà nel reparto arretrato: le 19 reti subite non sono altro che una conferma di questa fragilità. Speriamo di non doverci lamentare ancora giovedì, perché l’Atalanta giungerà a Firenze come una squadra ferita. Anche Sarri è sotto esame e i suoi faranno di tutto per uscire dalla crisi, a partire proprio dalla sfida contro di noi. Noi siamo ancora nelle retrovie, mi auguro di superare il prima possibile questa fase psicologica. Questa è una buona squadra, ma ci manca almeno un giocatore di grande personalità, che a San Siro sarebbe stato utile.”
Il ruolo della società e la figura di Paratici
Un pensiero è stato rivolto anche a Fabio Paratici: “Cosa può fare la società in questo momento? Deve stare vicina alla squadra. Paratici possiede grande esperienza e notevoli capacità, avendo gestito momenti molto complessi in club importanti come Juventus e Tottenham. Ha condotto una campagna acquisti di grande rilievo e proiettata al futuro, ma forse manca davvero qualcosa in termini di carisma. Probabilmente, ciò che manca a livello societario in questo frangente è una figura al di sopra di Paratici che possa supportare il direttore sportivo nelle sue decisioni e nella gestione di questo periodo complicato.”
Il confronto con la Lazio
Un commento è stato dedicato anche alla Lazio: “Nonostante i risultati di questo inizio di stagione, io personalmente non scambierei assolutamente la rosa della Fiorentina con quella della Lazio. E lo stesso vale per l’allenatore. I risultati, però, dimostrano che i biancocelesti sono riusciti a trovare la giusta coesione, amalgama e le motivazioni necessarie per andare a mille all’ora: non compiono gesti eclatanti, ma fanno cose semplici, giocando tutti per il medesimo obiettivo.”
Analisi sulla campagna acquisti e i singoli
L’ex dirigente ha aggiunto: “Nelle difficoltà, a Formello si sono uniti e stanno dimostrando di poter ambire a traguardi importanti. Noi, al contrario, abbiamo realizzato una campagna acquisti ‘faraonica’, ma… Anche Mastantuono, un giocatore di grande qualità, deve essere più determinante, farsi sentire maggiormente. È necessario anche uscire dall’enigma della formazione, cambiarla continuamente mi sembra generi incertezza. E persiste il problema della punta. Per caratteristiche, io vedrei meglio Beto con Mastantuono.”
Le necessità del mercato viola
In conclusione, Cinquini ha affermato: “In quale ruolo acquisterei un giocatore? A centrocampo. Un giocatore di grande personalità. Abbiamo il dilemma Dodô, poi ci lamentiamo di come è sceso in campo. È un problema nello spogliatoio. O si decide di metterlo a disposizione al 100%, ma in modo autentico, altrimenti è un problema. Dodô è un giocatore importante, è vero che va a scadenza ma… Vendere i giocatori è sempre difficile, specialmente quando uno è in scadenza. Speriamo che a gennaio Paratici trovi una soluzione. Se non vuole rinnovare, che resti a casa. Nello spogliatoio serve qualcuno che si faccia sentire. De Gea è un grande portiere, ma non ha la personalità per dire certe cose. Se incappiamo in qualche altra sconfitta, poi sarà difficile perché si finirà nelle sabbie mobili come lo scorso anno. Paratici è bravissimo, ma deve essere aiutato nella gestione. La mentalità la creano anche i magazzinieri.”