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60 anni dall’Alluvione: il Franchi e il gesto di Montuori

Il 4 novembre si celebrano i 60 anni dall’Alluvione di Firenze. La Fiorentina dell’epoca, guidata da Beppe Chiappella, si mobilitò per aiutare la città, con lo stadio Franchi trasformato in centro di soccorso. Emerge il gesto leggendario di Miguel Montuori.
60 anni dall'Alluvione: il Franchi e il gesto di Montuori 60 anni dall'Alluvione: il Franchi e il gesto di Montuori

Il 4 novembre a Firenze non sarà mai un giorno qualunque. Oggi si celebrano i 60 anni dall’Alluvione, l’evento che vide la città svegliarsi sommersa da acqua e fango. Un disastro che cambiò per sempre la vita di migliaia di persone, segnando profondamente la psicologia di un popolo fiero, la cui resilienza si è rafforzata nel corso di questi sei decenni.

La Fiorentina di Chiappella e il Franchi centro di soccorso

Di fronte alla tragedia, la Fiorentina, allenata da Beppe Chiappella e con campioni come Giancarlo De Sisti e Kurt Hamrin, si mobilitò per sostenere la città. Molti giocatori, tra cui Picchio, ricordano ancora le immagini surreali di gommoni al posto delle automobili. Chiarugi e Merlo hanno condiviso i loro ricordi in uno speciale trasmesso su Radio Firenzeviola. Lo stadio Franchi divenne un centro di raccolta fondamentale, un luogo dove venivano stoccati e distribuiti beni di prima necessità, cibo e vestiti alla popolazione in un clima di assoluta emergenza.

Il gesto di Miguel Montuori

Tra i ricordi più toccanti di quei giorni drammatici, spicca il gesto di Miguel Montuori, idolo della Fiorentina e protagonista dello scudetto del 1956. La leggenda narra che l’eroe viola si presentò a Palazzo Vecchio per donare tutti i suoi trofei e medaglie, con l’intenzione di metterli all’asta per raccogliere fondi. Il sindaco Piero Bargellini, profondamente commosso, rifiutò il dono, restituendo al giocatore i suoi cimeli più preziosi, affermando che Firenze non poteva spogliarlo dei suoi ricordi. La squadra riprese poi a giocare il 13 novembre a Foggia, indossando il lutto al braccio. La vittoria per 2-1, con reti di Chiarugi e De Sisti, fu dedicata a un popolo che cercava un barlume di speranza nello sport.

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