Il futuro della Fiorentina ha mostrato il suo volto in una serata speciale, prendendo in mano le redini del gioco e guidando la squadra, almeno temporaneamente, oltre le proprie incertezze. Questa prestazione ha offerto a Vanoli una vittoria che riflette le ambizioni del progetto avviato in estate. A Reggio Emilia, tre delle quattro reti messe a segno contro il Sassuolo sono state opera di giocatori con ventun anni o meno: Njie, Mastantuono e Valdepenas, con Pellegrino a sigillare il risultato. Sebbene questa partita non abbia cancellato le difficoltà pregresse, ha aperto una prospettiva differente per interpretarle. I giovani calciatori, che nelle ultime settimane hanno talvolta risentito dell’inesperienza, stanno ora contribuendo in modo significativo al peso offensivo della squadra viola.
Il 60% delle quindici reti segnate finora in campionato proviene da calciatori nati dal 2005 in poi. In particolare, Mastantuono, classe 2007, guida la classifica marcatori con quattro gol. Seguono Jimenez e Njie, entrambi del 2005, a quota due. Valdepenas, nato nel 2006, ha festeggiato il suo primo gol con la Fiorentina proprio al Mapei.
Il talento cerca equilibrio
L’anagrafe dei giocatori impiegati rivela la profondità del cambiamento in atto, in linea con quella “terza via” indicata dal direttore tecnico Goretti, che riprende i piani estivi del ds Paratici e delinea una strategia per i prossimi anni. Analizzando i giocatori utilizzati nelle prime dieci giornate, la Fiorentina presenta un’età media di 24,4 anni, dato inferiore solo a quello di Monza, Frosinone e Parma. Nella stagione precedente, i viola occupavano l’undicesima posizione in questa classifica, con una media di 26,2 anni. In questo contesto di ringiovanimento, il compito di Vanoli assume particolare rilevanza. Una vittoria può infondere fiducia e incoraggiare un giovane a tentare la giocata che prima non osava, mentre un errore potrebbe avere l’effetto opposto, minando la sicurezza e rendendo complessa anche la manovra più elementare. Ottobre ha messo in luce il costo di tali oscillazioni. Il salto di qualità dipenderà dalla capacità della squadra di mantenere coesione anche quando l’entusiasmo cala e la partita si fa in salita.
Una base per la Fiorentina futura
Il patrimonio su cui costruire è tangibile e comprende qualità da perfezionare e legami che possono rafforzarsi nel tempo. Ieri, la futura generazione della Fiorentina ha trovato ulteriore rappresentanza in panchina, con la presenza del centrocampista Cianciulli, classe 2008, e dei giovanissimi Croci e Beldenti, entrambi del 2010. La presenza di tre ragazzi della Primavera al fianco dei giovani già affermati in Serie A simboleggia il potenziale collegamento tra il settore giovanile e la prima squadra. Ora è fondamentale dare continuità alla serata di Reggio Emilia, trasformando questa vittoria in un punto di partenza solido.