Nel solco di un sogno, e sottolineiamo l’aspetto onirico perché immaginare anche solo di avvicinarsi al percorso di uno dei più grandi interpreti del ruolo non può che essere un sogno. Eppure dopo il suo terzo gol in maglia viola Mateo Pellegrino può anche concedersi lo sfizio di cullare un sogno, e magari di bissare un’impresa comunque alla portata e non necessariamente legata all’obbligo di diventare il nuovo Batistuta.
Le due perle di Bati al Franchi
Come? Con un gol, magari di testa, magari sotto la Fiesole come spesso è capitato al Re Leone nei suoi bei tempi in viola. Pellegrino che non ha ancora segnato di testa in viola può in effetti augurarsi di rompere il ghiaccio proprio contro i bianconeri, entrando in un club di calciatori certamente ricordati ma anche riportando alla memoria due gesti di Bati entrati nella storia. Il primo nel gennaio 92 quando segnò, rigorosamente di testa, il primo di due gol utili a vincere 2-0 (secondo gol di Branca allo scadere), il secondo nel dicembre di sei anni dopo quando su cross al bacio di Oliveira fece impazzire il Franchi con un gol decisivo per la vittoria finale 1-0 sui bianconeri.