Si spera che il lunedì pomeriggio sia stato più tranquillo per i lettori rispetto a quello vissuto da Paolo Vanoli. La giornata si è conclusa con un sorriso e un enorme sospiro di sollievo per il tecnico, sebbene con la voce quasi perduta, come emerso dalle sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn. Il temperamento passionale del tecnico di Varese non è una novità, e l’ambiente freddo del Mapei Stadium ha permesso di cogliere appieno le sue espressioni e le sue esclamazioni. Il primo richiamo vocale è arrivato al 20′, poco prima che il Sassuolo passasse in vantaggio.
Primo tempo e scelte dalla panchina
Un grido ripetuto per diversi secondi, “Brescia siamo fermi!”, si è rivelato profetico per l’atteggiamento immobile dei giocatori pochi minuti dopo, quando una palla persa da Fagioli ha innescato l’azione del gol di Laurienté. L’eccessiva passività della squadra in fase di possesso ha fatto infuriare Vanoli fin dai primi minuti. Il tecnico si è sbracciato, ha tolto la giacca, intuendo che si trattava di una di quelle serate complicate, come spesso accaduto da quando siede sulla panchina viola. Dalla panchina, tuttavia, sono arrivate le mosse giuste. L’ingresso di Pedro Gonçalves si è rivelato fondamentale: con pochi palloni toccati e movimenti intelligenti senza palla, ha scardinato la difesa del Sassuolo. Vanoli ha elogiato il giocatore: “Pedro è entrato 5 per soli 5 minuti la volta scorsa, si è presentato il giorno dopo andando ancora più forte del solito, i giovani dovrebbero guardare questi ragazzi e non il telefonino, questo è il vero fattore di crescita”. Il suo rapporto con i cambi non è sempre stato lineare, con critiche ricevute in passato, come a San Siro contro l’Inter. Questa volta, però, la sorte ha girato a suo favore. Vanoli non si è rilassato nemmeno dopo il 3-2, quando il Sassuolo sembrava ormai sconfitto, urlando ai suoi: “Inizia ora la partita!”, un monito a non abbassare la guardia, considerando le numerose rimonte subite dalla Fiorentina. La squadra ha saputo ribaltare il risultato, allontanandosi dalla zona retrocessione.
Il retroscena sulla sosta
Nel post-partita, Vanoli ha rivelato un retroscena risalente a circa un mese fa, che potrebbe spiegare la prestazione opaca contro il Genoa dopo la sosta per le Nazionali. Ha spiegato: “Nella pausa Nazionali ho recuperato alcuni giocatori ma altri li ho persi, e parlo di Ndour, Fagioli e Oulai. Questa sosta starò molto attento a tutto. I giovani magari alle volte sono come dei figli e gli devi fare sia la carezza che lo schiaffetto. Ndour con il gol da centrocampo si è un po sentito così, alla pari di Fagioli che aveva la dieci dell’Italia e così come Ouali. Oltre loro ho perso anche Pongracic che poteva magari stare al Viola Park a fare preparazione. Chi è rimasto ora da i frutti”. Un avvertimento per il futuro, in attesa della sfida contro la Juventus