Emiliano Viviano, intervenendo a Radio FirenzeViola durante la trasmissione “Uno di noi”, ha analizzato la sconfitta per 3-1 della Fiorentina contro il Como. L’ex portiere ha definito la prestazione viola come la migliore della stagione, pur sottolineando alcuni errori difensivi, definendoli “balordi”.
Viviano ha puntato il dito contro De Gea, definendo i suoi errori “come al solito in un paio di occasioni”. La difficoltà principale, secondo Viviano, risiede nel fatto che “se la classifica non fosse preoccupante sarei positivo”, ma l’imminente sfida contro l’Inter rende complicato mantenere una “struttura” senza risultati.
Sfida all’Inter e scelte tattiche
Affrontando la partita contro l’Inter, Viviano ha suggerito cautela, pur non escludendo la possibilità di sfruttare eventuali cali fisici degli avversari dopo gli impegni infrasettimanali. Ha ricordato esperienze passate contro la Juventus dei sei Scudetti, vincendo “due-tre volte” anche grazie a episodi fortunati. L’obiettivo rimane quello di rivedere la prestazione vista contro il Como, analizzando i “60 minuti buoni e 30 orribili”.
Riguardo alla formazione da schierare a San Siro, Viviano si è detto contrario al 4-2-3-1, preferendo un 4-3-3 per non “regalare un centrocampista” all’Inter. Ha evidenziato come i nerazzurri siano una squadra difficile da affrontare quando giocano al loro livello, ma ha indicato in Njie un potenziale elemento di sorpresa. La strategia dovrebbe concentrarsi sulla difesa e sulle ripartenze.
Analisi difensiva e gestione della squadra
Viviano ha espresso perplessità sull’assetto difensivo, soprattutto se dovessero essere schierati Jimenez e Valdepenas, considerati troppo offensivi. Il suo desiderio sarebbe vedere una Fiorentina capace di segnare “tre gol a partita”, paragonando la situazione a quella dell’Inter che, pur subendo gol, crea molto. Ha criticato l’idea di difendersi in blocco basso, citando il Napoli come esempio di squadra incapace di difendere in questa maniera, e ha suggerito di essere più aggressivi e di lavorare meglio sulla fase di possesso palla, evitando di essere “lunghi e larghi”.
L’ex portiere ha poi ipotizzato quali allenatori potrebbero adattarsi meglio alla rosa attuale, citando Farioli, De Zerbi e Stroppa, e suggerendo una gestione del pallone simile a quella del PSG.
Il caso De Gea e le prospettive di Ndour
Tornando su De Gea, Viviano ha ammesso di rischiare la “lesa maestà” parlando di un portiere “enorme”, ma ha ribadito la presenza di “errori molto banali”. Non ha escluso che anche il portiere possa essere entrato nel “buco nero” fiorentino, sottolineando l’importanza di rivedere il miglior De Gea per fare “tutta la differenza del mondo”.
Su Ndour, Viviano ha chiesto maggiore presenza nel recupero palla, pur riconoscendo le sue occasioni da gol. Ha criticato la sua scarsa incisività senza palla, a differenza di Brescianini, giocatore di gamba ma meno “educato” di un ipotetico Cristante. Ha concluso affermando che alla squadra manca un giocatore come Mandragora.
Il giovane Mastantuono sotto esame
Infine, Viviano ha difeso il giovane Mastantuono dalle critiche, chiedendo di metterlo in condizione di esprimersi al meglio. Ha criticato l’abitudine di dargli “la palla all’altezza delle panchine” e di chiedergli di risolvere le partite, paragonando la situazione a quella della Juventus con Conceicao. Ha sottolineato come il diciassettenne, pur con scelte da migliorare, sia “dipendente” dalla squadra e che, se fosse stato un giocatore capace di risolvere le partite da solo, non sarebbe venuto a Firenze.