Emiliano Viviano, intervenendo come ospite settimanale a Radio Firenzeviola nello spazio dedicato a “Chi si compra”, ha offerto un’analisi completa della situazione attuale della Fiorentina. Riguardo alla gara contro l’Inter, Viviano ha dichiarato: “La Fiorentina ha disputato la partita che doveva giocare, considerando il contesto. Speravo in un approccio più audace a San Siro, ma il momento è diverso. Hanno subito un gol eccezionale e negli ultimi 10 minuti a Milano può succedere, anche se abbiamo incassato una rete con troppa facilità. Non mi è piaciuto l’atteggiamento finale della squadra, così come le sostituzioni dell’allenatore che hanno concesso ampio spazio agli avversari”.
Analisi tattica del finale di gara
Commentando la formazione schierata negli ultimi minuti, Viviano ha aggiunto: “A posteriori è facile giudicare. Conosco bene quelle dinamiche e so quanto sia difficile difendere bassi contro squadre così potenti. O si mantiene qualità in campo, o si inseriscono giocatori veloci per ripartire, ma non avevamo queste opzioni. Portare Valdepenas in area per marcare Thuram comportava un rischio elevato”.
Valutazione su Mastantuono e Dodo
Riguardo a Mastantuono, Viviano ha affermato: “Per me dovrebbe giocare sempre”. Su Dodo ha aggiunto: “Poteva essere un giocatore utile per le ripartenze in fase offensiva”. La realtà, secondo l’ex portiere, è che “dobbiamo interrogarci sulla nostra identità: abbiamo affrontato la squadra più forte d’Italia con serietà, ma cambiamo rapidamente durante la partita e bisogna capirne il motivo”.
Il paradosso della Lazio e la Fiorentina
Analizzando la Lazio, Viviano ha notato: “Hanno cambiato poco nell’undici iniziale, solo i due centrali e Frattesi. Hanno tratto grande energia dall’ambiente, non avendo nulla da perdere, e mostrano un’intensità incredibile. E Gattuso non è certo un allenatore mediocre…”. Sulla Fiorentina, Viviano ha confessato: “Non ho ancora capito cosa sia questa squadra, e nemmeno l’allenatore che cambia continuamente. Gli unici punti fermi sembrano essere Dragusin, Jimenez e Mastantuono. Ora arrivano partite diverse, con l’Atalanta possiamo vincere e mi aspetto una Fiorentina coraggiosa, simile a quella vista contro il Como”.
Il caso Goncalves
Riguardo a Goncalves, Viviano ha spiegato: “A Milano, secondo me, abbiamo fatto bene a non schierarlo. Tuttavia, nella maggior parte delle altre partite lo vorrei vedere titolare, senza alcun dubbio”.
Fiorentina-Atalanta: un crocevia
“Dal punto di vista tattico, la partita contro l’Atalanta è più semplice da preparare rispetto alle precedenti”, ha osservato Viviano. “Mi aspetto un match con continui capovolgimenti di fronte, dove la Fiorentina ha diverse opzioni per mettere in difficoltà l’Atalanta”.
Futuro di Vanoli
In caso di sconfitta contro l’Atalanta, Viviano ha dichiarato: “Non vedo alternative valide a Vanoli in questo momento”.
Formazione ideale contro l’Atalanta
“Mi immagino la stessa squadra di Milano, ma con Goncalves al posto di Brescianini, schierata con un 4-2-3-1”, ha proseguito Viviano. “L’Atalanta utilizza Ederson come raccordo tra centrocampo e attacco, e Goncalves potrebbe essere un elemento chiave. Ederson sarebbe fondamentale anche per la Fiorentina, ma anche Hojbjerg mi piace molto”.
Ruolo di Goncalves
Sulla posizione di Goncalves, Viviano ha chiarito: “Prima giocava in una squadra che dominava. Nella Fiorentina, l’esterno deve coprire 40-50 metri di campo, e questo rende la sua posizione difficile”.
Proposte tattiche
“Mi piacerebbe vedere la Fiorentina giocare come la Roma, con Mastantuono e Pedro Goncalves alle spalle della punta”, ha suggerito Viviano. “Se stanno bene, un 3-4-2-1 con Jimenez e Valdepenas sulle fasce non mi dispiacerebbe, ma bisogna attaccare”.
Problema punte e caratteristiche di Beto
Riguardo alle punte, Viviano ha espresso fiducia in Pellegrino: “Continuo a pensare bene di lui. Vi sfido ad analizzare le sue partite e a dirmi quante volte ha avuto l’opportunità di calciare in area. Le occasioni sono state pochissime. Credo sia un buon giocatore, ma va messo nelle condizioni di tirare in porta”. Su Beto, l’ex portiere ha commentato: “Non mi piaceva nemmeno quando è stato preso. Lo consideravo un avversario ostico: lotta su ogni pallone, vince i rimpalli. Invece, ora sembra non stare in piedi. Non sta esprimendo le sue caratteristiche. Non è che non salta l’uomo o non segna da fuori area, ma non sta facendo nulla di ciò in cui era veramente bravo, come difendere palla, prendere profondità o lottare su ogni pallone. Sembra avere carenze fisiche in questo momento”.