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Caliendo su Antognoni: “Società ha rovinato un rapporto. Ecco cosa fare per il Centenario”

Antonio Caliendo, storico agente di Giancarlo Antognoni, è intervenuto a Radio FirenzeViola. Le sue dichiarazioni si sono concentrate sulla partecipazione di Antognoni ai festeggiamenti del Centenario della Fiorentina.
Caliendo su Antognoni: "Società ha rovinato un rapporto. Ecco cosa fare per il Centenario" Caliendo su Antognoni: "Società ha rovinato un rapporto. Ecco cosa fare per il Centenario"

Antonio Caliendo, storico agente di Giancarlo Antognoni, è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola, nel corso della trasmissione “Garrisca al vento”. Le sue dichiarazioni si sono concentrate in particolare sulla delicata questione della partecipazione di Antognoni ai festeggiamenti del Centenario della Fiorentina: “Antognoni ha dimostrato la sua integrità e la sua lealtà con questa iniziativa. Sono testimone del fatto che Giancarlo sia stato il primo calciatore al mondo ad avere un manager personale nel mondo del calcio. Abbiamo intrapreso questo percorso insieme. Ricevetti innumerevoli proposte economiche perché tutte le squadre lo desideravano. Giocava con grande determinazione e possedeva una classe sopraffina che deliziava gli amanti del calcio. Gli presentai offerte economiche considerevoli, ma lui ha sempre rifiutato, dichiarando di non voler tradire i suoi tifosi e la sua maglia. Era così profondamente legato che ebbi una discussione con sua moglie, cercando poi in ogni modo di convincerlo. Tuttavia, non c’è stato alcun modo di fargli cambiare idea. Ho conosciuto Commisso nel 1990, quando Barone aveva 27 anni. Entrambi mi convocarono, insieme a Paolo Rossi, perché volevano creare un nuovo club, i Cosmos, ma il progetto non si concretizzò. Alla fine li ho ritrovati a Firenze con piacere, ma non li ho mai incontrati. Speravo nominassero Antognoni vicepresidente, come fece Berlusconi a Milano con Baresi. Questo ragazzo ha dedicato l’intera vita alla città e al club, e ora riceve un invito per celebrare i 100 anni della Fiorentina, quando lui stesso ha contribuito per almeno venti o trenta di questi anni. Il figlio ha agito correttamente con una dichiarazione intelligente, affermando che suo padre non è una marionetta. Un personaggio di fama mondiale, al pari di Baresi, non può essere ridotto in quelle condizioni. Tutto ciò mi rattrista profondamente; una bandiera come lui meritava un ruolo di primo piano che gli consentisse di proseguire la sua storia con la Fiorentina”.

Un rapporto compromesso dalla società

Dopo 5 anni, considerando le persone scomparse e l’ultimo gesto del club di ritirare la maglia numero 10, non ritiene che Antognoni stia danneggiando la sua immagine? “Ritirare la maglia numero 10 per un solo anno è come partecipare a una festa da ballo per una sera. Antognoni ha scritto la sua storia a Firenze e merita un trattamento speciale, non solo parole o inviti a una festa, ma devono dimostrargli la continuità della sua storia con il club. Lui e la sua eredità non possono essere cancellati. Giancarlo fa bene a non partecipare. Se fossi stato il figlio di Commisso, che non conosco, la mia prima azione sarebbe stata chiamare Antognoni e offrirgli un ruolo di rilievo come figura rappresentativa. Conosco quanto sia legato alla squadra e alla città. La sua reazione è stata naturale, quella di chi si sente offeso. Per anni non è stato considerato e ora lo invitano per una festa? Potrebbe persino permettersi di interpellarmi per organizzare una festa personale per i cento anni del club con i suoi tifosi. Non capisco come si possa rovinare un rapporto; non è stato Giancarlo a farlo, ma la società. Lui ha rinunciato a cifre astronomiche, non scherziamo. Sono testimone di questa situazione, sono io che ho portato le offerte”.

La speranza di una riconciliazione

Il fatto di avere un’avversione verso la famiglia Commisso finisce per penalizzare anche i tifosi della Fiorentina? “No, lui non ce l’ha con la famiglia Commisso. La famiglia Commisso, in qualità di proprietaria della società, dovrebbe fare un passo avanti riservando ad Antognoni un ruolo specifico che gli permettesse di continuare la sua storia con il club. Non lo hanno fatto perché c’è qualcuno, altri dirigenti o meno, a me non interessa chi sia. Ciò che mi preme è che una proprietà abbia preso a cuore una squadra con una storia così importante, e in questo contesto, Antognoni è stato il più fedele nella storia del club”.

Secondo lei, c’è qualche possibilità di vedere Antognoni al Centenario? “Io credo di sì, perché conosco Antognoni perfettamente, come un fratello maggiore. Io, in qualità di suo manager e testimone delle rinunce che ha fatto, penso che il presidente Commisso dovrebbe invitare Giancarlo a cena da solo e presentarsi con le idee chiare su cosa Antognoni rappresenti per il club. Sono sempre stato ottimista riguardo a tutti i contratti, e ritengo che Commisso, per il ruolo che ricopre, non mancherà di dimostrare intelligenza e maturità”.

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