L’ex direttore sportivo Daniele Pradè ha condiviso riflessioni sulla sua lunga permanenza, durata un decennio, alla Fiorentina. Ha espresso un profondo senso di gratitudine, affermando: “Per me questo è un grande onore. Firenze l’ho vissuta in modo intenso, sia io che la mia famiglia. Firenze l’abbiamo amata e vissuta in questi dieci anni.” Durante il suo incarico, ha raggiunto 4 finali, un traguardo che considera sempre speciale, ricordando in particolare le vittorie in semifinale, come quella con Barak. Tuttavia, la vittoria più significativa per lui rimane il 4-2 contro la Juventus ai tempi di Montella. Ha anche menzionato i tre quarti posti consecutivi in campionato, con il primo che avrebbe potuto portare la squadra in Champions League se non fosse stato per gli eventi accaduti a Siena contro il Milan. Pradè ha tracciato un paragone tra le gestioni: “I Della Valle erano persone stupende che non erano però pressanti come lo era Rocco Commisso che ogni giorno chiedeva un report. Amava Firenze e la Fiorentina in maniera forte forte. Ce l’ho nel cuore la tifoseria viola.”
Il legame con Palladino
Approfondendo il suo rapporto con l’allenatore Palladino, Pradè ha spiegato: “La stagione dei 65 punti non era certo da buttare. Se io voglio mettere qualcosa che ci ha rovinato quella stagione è stato il dramma di Bove.” Ha poi aggiunto di aver scelto personalmente Palladino e di aver cercato costantemente di motivarlo, soprattutto in un momento della stagione in cui temeva di non raggiungere l’Europa. Nonostante un approccio molto “entrante”, ha assicurato che “c’è sempre stato un ottimo rapporto.”
Nostalgia e futuro viola
Riguardo al suo legame con la Fiorentina, Pradè ha confessato: “Mi manca tanto il lavoro e cerco, per questo, di aggiornarmi. La Fiorentina però mi manca, mi manca tutto il contesto.” Ha inoltre espresso un consiglio per il club: “La Fiorentina deve tenersi stretta una famiglia come i Commisso.” Ha infine citato Paratici, definendolo “un direttore che non si deve presentare”, e ha concluso che la società attuale è “molto strutturata.”
Le difficoltà della scorsa stagione
Sulle vicende della scorsa stagione, l’ex direttore sportivo ha dichiarato: “Il calcio ti porta pure a questo. C’è stata grande bravura per portare in porto la salvezza anche con una discreta serenità.” Ha rivelato di aver comunicato alla squadra, a inizio anno e dopo la chiusura del mercato di agosto, l’obiettivo di arrivare tra le prime quattro. Tuttavia, nessuno poteva prevedere di ritrovarsi con soli quattro punti dopo 10 giornate. Ha elogiato il lavoro di Vanoli, che “è stato bravo a entrare nella testa di una squadra che da pensare alla Champions si ritrova ultima in classifica.” Pradè ha concluso spiegando di aver rassegnato le proprie dimissioni proprio “per dare una scossa alla squadra.”
L’impatto del Franchi
Infine, sull’influenza dei lavori di ristrutturazione dello stadio Franchi sul rendimento in campo, Pradè ha espresso una stima precisa: “Con la costruzione del nuovo stadio e la curva spostata dalla parte opposta, si perdono 4-5 punti a campionato.”