La trattativa che ha portato Antonin Barak all’APOEL Nicosia si è rivelata una delle più singolari dell’ultima sessione di mercato della Fiorentina. A luglio, l’accordo preliminare sembrava cosa fatta, con il centrocampista pronto a sbarcare sull’isola di Cipro. Tuttavia, il 24 luglio si è verificato un inaspettato ripensamento: l’APOEL ha annunciato che, a seguito di ulteriori discussioni, le parti avevano concordato di non procedere con l’operazione.
Ritorno a Firenze e speculazioni
Barak ha quindi fatto ritorno a Firenze. In seguito allo stop, sono circolate varie ipotesi, incluse quelle riguardanti il suo stato di salute. Una ricostruzione che il club cipriota ha poi smentito, con il portavoce che ha invitato a presentare prove concrete per le voci su presunti problemi fisici del giocatore, sottolineando come Barak fosse rimasto una priorità per l’allenatore e il direttore tecnico.
Più plausibili sono apparse, invece, le indiscrezioni focalizzate sulle complicazioni burocratiche, economiche e contrattuali che hanno ostacolato il trasferimento.
La svolta inattesa
A fine agosto, la situazione ha preso una piega inattesa: i contatti tra l’APOEL e Barak sono stati ripresi e, in pochi giorni, si è raggiunto un nuovo accordo. Il giocatore ceco è ripartito alla volta di Nicosia, ha superato con esito positivo le visite mediche e il 4 settembre il suo passaggio dalla Fiorentina è stato ufficializzato.
Questa vicenda presenta alcune somiglianze, per certi versi, con la situazione che ha coinvolto Paolo Vanoli, corteggiato e poi nuovamente avvicinato dal club viola.