Il ruolo del direttore sportivo va ben oltre il calciomercato estivo, comprendendo numerose altre responsabilità. Spesso vengo invitato a Coverciano per tenere lezioni, ma evito le presentazioni con slide. Il mio approccio è diretto: se credete che il compito di un direttore sportivo si esaurisca nel comprare e vendere giocatori, vi state sbagliando. La figura del direttore deve curare le relazioni con lo staff tecnico, l’allenatore e i calciatori, sia nei momenti di successo che in quelli di difficoltà. Il mio impegno non termina con la fine del mercato; è fondamentale organizzare il club in modo efficiente per permettere a tutti di esprimersi al meglio. La nostra struttura si avvale di molte persone che contribuiscono ai successi dei giocatori in campo. L’anno scorso è stata una sfida impegnativa, ma ero fiducioso riguardo al nostro operato. Sono arrivato quando la Fiorentina aveva soli 6 punti dopo 16 partite, ma non mi sono sentito incosciente, bensì coraggioso. Ero convinto che avremmo potuto raggiungere la salvezza, con l’obiettivo di costruire una squadra all’altezza della sua città.
Gestire la notorietà
Nella mia carriera ho avuto la fortuna di incontrare persone che mi hanno aiutato a crescere. La notorietà ha rappresentato un’opportunità di sviluppo, e nel contempo mi sono interrogato su come altri gestissero questa esposizione. La mia vita non è stata affatto ordinaria.
Lezioni dal passato
Indubbiamente, ho accumulato esperienze che mi hanno segnato, ma fortunatamente. Sono proprio questi momenti che favoriscono la crescita; come ogni impresa ardua, lasciano un segno indelebile. Mi definisco una persona proattiva, capace di mantenere l’equilibrio sia nei successi che nelle avversità. Tutto ciò mi ha toccato superficialmente, mai in modo eccessivo, permettendomi di restare con i piedi per terra.
L’impatto di Cristiano Ronaldo
L’acquisizione di Cristiano Ronaldo è un evento epocale per me e per il calcio italiano. Questo è merito anche del calibro del calciatore, che ha elevato il nostro brand. Ci siamo guadagnati Cristiano Ronaldo nel corso degli anni, conquistando Scudetti, raggiungendo due finali di Champions League e gestendo numerose operazioni di mercato con grandi giocatori. Gli undici anni alla Juventus sono difficilmente eguagliabili. La presenza di Ronaldo garantiva stadi gremiti anche nelle trasferte, offrendo ai club ospitanti la possibilità di aumentare il prezzo dei biglietti.
Lavorare a Firenze
Devo esprimere la mia gratitudine ai tifosi fiorentini per la calorosa accoglienza. Non considero Firenze un ambiente difficile. Ho avuto esperienze lavorative anche all’estero e non ritengo esistano luoghi semplici. Un approccio basato sullo studio e sull’aggiornamento costante porta a buoni risultati, e se si riesce a coinvolgere anche gli altri, il successo è ancora maggiore. È fondamentale suscitare emozioni nelle persone. Il pubblico deve recarsi allo stadio con la speranza di vedere la squadra vincere e di vivere momenti di entusiasmo.
Proprietà straniere nel calcio
Le proprietà straniere operano con una mentalità differente. In passato erano meno numerose, ma ora sono in costante aumento. Questo fenomeno non riguarda solo il calcio, ma si estende ad altre discipline sportive. Dobbiamo facilitare l’integrazione di queste società nel nostro paese, offrendo il nostro supporto. Portano una ventata di apertura mentale, poiché percepiscono il calcio da una prospettiva diversa. Noi italiani tendiamo a focalizzarci esclusivamente sul risultato, mentre loro considerano anche aspetti come gli impianti sportivi e molto altro.
Il futuro dei calciatori italiani
Non è vero che mancano calciatori in Italia. Semplicemente, non conosciamo a sufficienza i talenti disponibili rispetto al passato, soprattutto considerando l’elevato numero di tesserati attuali. La soluzione non si trova agendo dall’alto, ma partendo dalle basi. La metodologia di allenamento è l’elemento primario. Abbiamo esempi virtuosi da cui trarre ispirazione, come la Spagna e il Portogallo. In Spagna, le condizioni sono simili alle nostre: strutture, tesserati, popolazione, eppure producono e sviluppano molti più calciatori. Se poi consideriamo Portogallo e Olanda, hanno meno della metà dei nostri abitanti. Il problema non è l’eccesso di stranieri, ma la nostra incapacità di far crescere adeguatamente i nostri giovani talenti.
Bilancio e prospettive
Non sono mai pienamente soddisfatto. Desidero ringraziare i miei collaboratori e la società per il supporto nel realizzare la mia visione. Disponiamo di una struttura all’avanguardia come il Viola Park, invidiata da molti. Ritengo che sarà necessario del tempo per integrare i nuovi acquisti e per far assimilare alla squadra le nuove idee dell’allenatore. Abbiamo chiare le nostre direzioni e i nostri obiettivi.
Obiettivi a breve termine
Non si tratta di ciò che manca, ma di valutare ciò che saremo in grado di realizzare. Questo ci aiuterà a definire gli aggiustamenti necessari per gennaio e per la prossima stagione. Sarei molto soddisfatto se tutto ciò che abbiamo implementato funzionasse a dovere. Il calciomercato è un gioco di opportunità, non solo di programmazione; quest’ultima è una componente, ma all’interno di essa si manifestano le opportunità, che valuteremo progressivamente.
La scelta di Fabio Grosso
Ci conosciamo molto bene. La nostra relazione professionale è iniziata quando ha concluso la sua carriera da giocatore. Dimostrando fin da subito una notevole intelligenza, è riuscito ad intraprendere la carriera di allenatore, un percorso non semplice. Avevamo notato in lui qualità preziose da trasmettere ai giovani. Dal mio punto di vista, ha maturato un’esperienza significativa, forse eccessiva, e ritengo sia giunto il momento ideale per affermarsi in una piazza importante come Firenze. Ora dobbiamo concedergli il tempo necessario per gestire i profondi cambiamenti avvenuti. Il dialogo con gli allenatori è costante e, come me, Grosso non è mai soddisfatto. È pienamente consapevole della sua posizione e della squadra a sua disposizione. È un professionista concentrato sui suoi compiti.
La Nazionale
Gli ultimi commissari tecnici della Nazionale sono stati di prim’ordine, come Spalletti e Mancini; anche Gattuso ha ottenuto buoni risultati. Mancini potrebbe essere la scelta giusta, a patto che riceva il supporto necessario per affrontare le problematiche del calcio italiano.
Giovani talenti e impiego
È vero che abbiamo ottenuto successi con le nazionali giovanili, ma questo non indica necessariamente che il sistema stia funzionando correttamente. Non è un indicatore del successo del nostro calcio, poiché questi giocatori eccellono in specifici schemi tattici, ma faticano a rendere in contesti differenti. La colpa è nostra, per non essere stati in grado di favorire la loro crescita e il loro miglioramento. Un altro aspetto critico è il nostro approccio conservativo. L’obiettivo dei settori giovanili dovrebbe essere quello di creare opportunità professionali per questi ragazzi, insegnando loro a diventare calciatori. Molte nazionali giovanili vincono grazie al sistema tattico, all’allenatore, ecc. Credo che, oltre alla metodologia di allenamento, vi sia un’organizzazione errata dei campionati. Nello specifico, manca una fase di formazione post-Primavera, dovuta alla presunzione che il passaggio dalla Primavera alla prima squadra sia semplice, quando in realtà non lo è. Per questo motivo, molte società stanno istituendo squadre Under 23.
Futura Under 23 viola
Sì, ma per realizzare questo progetto è necessaria un’adeguata organizzazione e infrastrutture.
Algoritmi e calciomercato
Questo tipo di scouting è ampiamente diffuso. Durante la mia esperienza in Inghilterra, ho dovuto studiare e apprendere l’uso dei dati per il calciomercato. I numeri aiutano a scremare le opzioni disponibili, ma esiste anche la componente umana del calciatore, che un algoritmo non può fornire. La capacità di un giocatore di esibirsi in grandi stadi europei si può valutare solo attraverso un contatto diretto. Con i miei scout, svolgiamo un lavoro di analisi visiva e numerica, e, ribadisco, la fase finale consiste nel conoscere la persona per comprenderne le sensazioni che trasmette. Questo è un dovere del dirigente.
Messaggio ai tifosi
Lunedì affronteremo una partita estremamente complicata. Oltre alla forza intrinseca della squadra avversaria, il nostro rivale beneficia del vantaggio di essere allenato dallo stesso tecnico da un anno. Questa rappresenta una difficoltà oggettiva. Noi giocheremo la nostra partita con coraggio. Va inoltre sottolineato che il campionato è appena iniziato e sarà molto lungo. Ci attende un lavoro considerevole, che è ben lungi dall’essere concluso: siamo all’inizio di un percorso quadriennale.
Prossimi impegni
No, purtroppo, quando si avvicina una partita, la mia concentrazione è totale. Come ho già detto, una parte significativa del mio lavoro consiste nello stare a stretto contatto con la squadra e l’allenatore. Oggi si respira un’aria diversa, perché dopo mesi si torna a giocare, il che rende l’atmosfera particolarmente speciale.