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Arthur Atta: Vanoli cerca la chiave per esaltare il suo talento

L’impatto positivo di Paolo Vanoli sulla squadra non sembra aver ancora toccato appieno Arthur Atta. Il centrocampista ex-Udinese, finora limitato da problemi fisici, cerca la sua dimensione tattica ideale sotto la guida del nuovo tecnico.
Pruzzo su Fagioli e Atta: "Devono trovare la loro strada" Pruzzo su Fagioli e Atta: "Devono trovare la loro strada"

L’impatto positivo di Paolo Vanoli sulla squadra non sembra aver ancora toccato appieno Arthur Atta, uno dei protagonisti del mercato estivo. L’ex giocatore dell’Udinese, che lo scorso anno si era distinto come una delle mezzali più creative e incisive della Serie A, finora non ha mostrato il suo pieno potenziale. È doveroso premettere che il giocatore, con 5 presenze in campionato e una in Coppa Italia con il Benevento, è stato limitato da problemi muscolari, che lo hanno tenuto fuori, ad esempio, nella partita contro il Pisa. Tuttavia, tra le questioni tattiche da risolvere per il tecnico, le modalità di impiego del centrocampista francese sono certamente in cima alla lista, considerando il suo talento, l’entità dell’investimento e la necessità di definire con maggiore chiarezza ruoli, compiti ed equilibri dell’undici titolare, nonostante il recupero evidente della squadra.

Il picco di Venezia

Finora Atta ha mostrato sprazzi del suo valore soprattutto nella partita contro il Venezia, gara in cui la Fiorentina ha trovato una nuova energia e sperimentato soluzioni diverse rispetto al caos delle prime giornate. In quell’occasione, ha agito in una posizione leggermente diversa dalla sua zona di comfort, ovvero da trequartista centrale, dialogando frequentemente con Mastantuono quando l’argentino si accentrava partendo da destra. Questo posizionamento si discosta da quello dell’anno precedente a Udine, dove il giocatore godeva di ampia libertà di movimento nella sua zona preferita, quella di centrosinistra, con i compagni di reparto (solitamente Solet come braccetto e Kamara come esterno sinistro) incaricati di allargargli il campo.

La prova col Napoli

Al Penzo, Vanoli ha sfruttato con astuzia le difficoltà del Venezia nel mantenere le distanze tra i reparti, utilizzando Njie (sulla fascia sinistra per dare ampiezza) e Beto (in profondità) per ampliare gli spazi e liberare così la creatività di Atta, seppur in una zona meno consueta per lui. La stessa strategia non ha avuto lo stesso successo contro il Napoli, nonostante anche la squadra di Allegri avesse problemi a coprire la zona centrale. In quella partita, Atta è stato spesso attratto dalla sua posizione di centrosinistra, forse anche per diverse direttive tattiche in fase di non possesso, finendo per creare intralcio nella zona di competenza di Njie. Significativamente, l’occasione in cui ha colpito la traversa su assist di Fagioli, è arrivata proprio da uno dei suoi rari posizionamenti sulla corsia centrale, dove ha potuto dialogare con la qualità nello stretto di Mastantuono e dello stesso Fagioli.

Un problema… positivo

L’inquadramento tattico di Atta rappresenta una sfida che molti allenatori vorrebbero affrontare, avendo a disposizione giocatori di talento. Tuttavia, la soluzione non è semplice. Rispetto all’esperienza a Udine, il francese ha inevitabilmente una minore centralità nello sviluppo del gioco viola, data la presenza di numerosi interpreti di qualità. Inoltre, l’impostazione tattica della squadra, ancora in fase di definizione, e le caratteristiche dei giocatori a lui vicini in campo sono notevolmente diverse. Il profilo tecnico di Njie è attualmente fondamentale per garantire ampiezza al gioco viola (a meno che tale compito non venga affidato al terzino, che in questo caso sarebbe Valdepenas), e questo spinge Atta lontano dalla sua zona preferita di centrosinistra, privilegiando gli isolamenti in 1 contro 1 dell’ex giocatore del Torino. Al contempo, Pedro Gonçalves, che in questo momento rappresenta un’alternativa ad Atta, ha un profilo troppo simile al francese per zone di gioco, rendendo difficile una convivenza tattica tra i due.

Prove di convivenza

In attesa di raggiungere la migliore condizione fisica per tutti, incluso Pote, che è ancora indietro sul piano atletico, Vanoli dovrà affrontare una sfida tattica di rilievo, paragonabile alle possibili prove di convivenza tra Oulai e Fagioli a centrocampo. L’esplosività di Atta, la sua qualità nel palleggio, la sua abilità nel dribbling e la costante pericolosità nell’ultimo terzo di campo, possono rappresentare un’ulteriore arma per una squadra che, pur dovendo ancora definire il suo impianto tattico, vanta una qualità tecnica offensiva invidiabile e potenzialmente difficile da contenere per qualsiasi avversario.

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