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Jovetic: “No al Real Madrid per la Fiorentina, casa mia a Firenze”

Stevan Jovetic, in un’intervista al canale ufficiale viola, ricorda i suoi inizi alla Fiorentina. “Quando vedo le foto oggi mi vien da ridere, avevo uno stile discutibile”, dice. “Al secondo anno in viola mi chiamò il Real Madrid, ma decisi di restare”.
Jovetic: "No al Real Madrid per la Fiorentina, casa mia a Firenze" Jovetic: "No al Real Madrid per la Fiorentina, casa mia a Firenze"

Stevan Jovetic, intervenuto ai microfoni del canale ufficiale della Fiorentina, ha rievocato i suoi primi anni trascorsi nel club toscano. Il suo arrivo a Firenze avvenne all’età di diciotto anni, con una conoscenza limitata della lingua italiana e un look giovanile che oggi lo diverte.

“Osservando le mie vecchie foto, mi viene da sorridere, il mio stile era decisamente discutibile”, ha commentato l’attaccante. In Italia non solo ha perfezionato l’italiano, ma ha anche consolidato legami di amicizia duraturi e ha scelto di stabilirsi acquistando una casa nel capoluogo toscano. Il suo legame con la città e con la Fiorentina rimane forte; segue le vicende della squadra con interesse e il suo tifo per i viola è immutato, considerando ogni suo ritorno a Firenze un momento speciale.

Una scelta importante

Tra i ricordi più significativi, emerge una decisione di mercato che, a posteriori, potrebbe essere stata diversa: “Durante il mio secondo anno con la Fiorentina, ricevetti una chiamata dal Real Madrid. Tuttavia, optai per rimanere in viola. Mi sentivo a mio agio, giocavo con regolarità e non mi reputavo ancora pronto per un salto del genere. Pensavo di poter partire dopo una o due stagioni, ma quell’opportunità non si ripresentò più. La mia carriera proseguì poi con le esperienze al Manchester City, all’Inter, al Monaco e infine al Siviglia”.

Il ricordo del padre

Infine, Jovetic ha dedicato un pensiero commosso al padre, scomparso sette anni fa. La sua assenza rappresenta ancora una ferita profonda: “La sua perdita fu uno shock – ha ammesso – che ancora oggi faccio fatica ad accettare pienamente”. Questa testimonianza personale, che si affianca ai ricordi legati al calcio, sottolinea l’importanza degli affetti nel suo percorso di vita.

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