Ospite a Il Salotto del Calcio su TVL, Maurizio Laudicino, direttore marketing del Grosseto, ha condiviso le sue riflessioni su alcune dinamiche che riguardano la Fiorentina.
Sulla scelta del prossimo allenatore
La Fiorentina, secondo Laudicino, ha vissuto un biennio complesso, caratterizzato da una linea tecnica spesso contraddetta. Il dirigente ha evidenziato la necessità per il club di individuare una direzione chiara e di seguirla con convinzione, poiché una gestione «schizofrenica nelle scelte non fa bene ai giocatori, al club e alla tifoseria». Ha inoltre ricordato come Firenze sia una piazza esigente, un concetto ribadito anche da Stefano Pioli in passato. L’indicazione è quella di puntare su «un tecnico giovane ambizioso e preparato», concedendogli il tempo necessario per costruire. Questo approccio è ritenuto fondamentale, specialmente in assenza di «disponibilità economiche immense», suggerendo di «fare di necessità virtù». Come esempio virtuoso, Laudicino ha citato il Frosinone, che ha raggiunto 20 punti in classifica con una rosa composta da 7 italiani e numerosi calciatori meno noti, un modello che molte squadre dovrebbero considerare.
La continuità tecnica e i giovani
In Italia, ha proseguito Laudicino, si presta eccessiva attenzione al risultato immediato, e la sua assenza porta a comportamenti che vanificano il lavoro svolto. Questo non è un problema esclusivo della Fiorentina, come dimostra la Juventus che ha cambiato 6 allenatori in 8 anni. Riguardo a Italiano a Firenze, Laudicino ha ammesso: «Pensavo sarebbe rimasto molto di più alla Fiorentina», riconoscendo in lui un allenatore con caratteristiche precise e un gioco riconoscibile. Tuttavia, nel calcio professionistico, spesso prevalgono altri fattori rispetto alla continuità o agli aspetti emotivi.
Il direttore marketing ha poi sottolineato l’importanza di schierare sempre il talento in campo, poiché sono i «calciatori di qualità che possono risolvere con una giocata partite chiuse e complicate». È cruciale saper attendere i ragazzi giovani, offrendo loro fiducia e comprendendo che «non si può pensare che arrivino e siano i ‘Batistuta’». A tal proposito, Laudicino ha suggerito che un tecnico come Vanoli dovrebbe rassicurare i calciatori viola più giovani, facendogli capire che è concesso sbagliare, in quanto su di loro si punta. Questo, ha aggiunto, è l’unico modo per evitare di fare «la collezione di figurine che tante squadre fanno, spendendo e spandendo, senza ottenere risultati». Infine, ha espresso dubbi sull’adattabilità di Sarri alla Fiorentina, a causa del suo «integralismo» e della sua difficoltà a scendere a compromessi tattici, nonostante apprezzi il tecnico, i cui risultati «da tempo non gli sorridono