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Freitas: “Gonçalves non è un esterno, serve chi fa il lavoro sporco”

Carlos Freitas, ex dirigente della Fiorentina, ha analizzato Pedro Gonçalves a Radio FirenzeViola: “Non può fare l’esterno, deve giocare dentro ed essere coperto”.
Freitas: "Gonçalves non è un esterno, serve chi fa il lavoro sporco" Freitas: "Gonçalves non è un esterno, serve chi fa il lavoro sporco"

Carlos Freitas, ex dirigente della Fiorentina al fianco di Corvino, ha condiviso le sue riflessioni durante un’intervista a Palla al Centro su Radio FirenzeViola. L’ex ds ha analizzato la figura di Pedro Gonçalves, giocatore che ha avuto modo di conoscere approfonditamente in Portogallo.

Freitas ha ricordato la stagione di Gonçalves con Amorim, durante la quale fu capocannoniere del campionato portoghese. “Mi ricordo la sua stagione con Amorim, lì è stato il capocannoniere del campionato portoghese. Qui si diceva che non tirava in porta, faceva dei passaggi in porta da quanto erano precisi”, ha affermato. Ha poi aggiunto che il giocatore “non ha i ritmi alti, non può fare secondo me l’esterno, deve giocare dentro ed essere coperto dagli altri che fanno il lavoro sporco al posto suo”. Il paragone con Riquelme è stato esplicito: “La sua parabola mi ricorda in certi sensi Riquelme, uno che in Argentina era una divinità e in Europa ha avuto qualche difficoltà; Pedro, con le dovute proporzioni, nel suo piccolo, sta avendo le stesse difficoltà, arriva da un contesto più leggero come questo portoghese e magari qui ha le stesse problematiche nell’incidere”.

Per valorizzare al meglio il talento di Gonçalves, secondo Freitas, la Fiorentina dovrebbe adottare un gioco più dominante. “Per sfruttarlo al meglio la Fiorentina deve diventare una squadra dominante, se sarà così farà bene, se i viola continueranno a giocare in transizione sarà dura per lui, non è uno da strappo o rincorsa”, ha spiegato. L’ex dirigente ha concluso affermando che “se la Fiorentina acquisterà armonia nel possesso lui sarà un’aggiunta preziosissima. Perché poi ha la grande qualità di segnare”.

Riguardo agli ultimi mesi del giocatore in Portogallo, Freitas ha dichiarato: “Lui ha giocato la finale di coppa persa ma con lo Sporting non giocava da un po’, ha fatto qualche amichevole ma non ha giocato tanto nell’ultimo periodo”. Ha poi sottolineato che “morfologicamente non è un calciatore dominante, è un piccoletto. Ma nei migliori anni di Amorim a Lisbona lui era determinante, per assist e gol”.

Sulla sua posizione tattica ideale, Freitas ha suggerito: “Nel 4-2-3-1 lui può fare tutti i ruoli dietro la punta, se impiegato da esterno può essere un trequartista perfetto partendo da sinistra associandosi col trequartista centrale, perché in quel ruolo magari non ha bisogno di fare tante volte la fascia”. Ha poi ipotizzato che la Fiorentina possa evolvere in una “squadra ibrida che può essere difficile da leggere per gli avversari. Non per forza le linee devono essere ‘drette’, c’è l’interpretazione del ruolo e dei momenti della partita”.

Infine, un commento su Joao Mario, che nelle ultime due partite ha conquistato il posto da titolare nella Fiorentina. “Non mi stupisce, è stato fondamentale nel Porto di Conceiçao, ha giocato tantissime partite di livello anche in Europa e ha vinto. Ha un carattere un po’ particolare ma è un calciatore di assoluto talento”, ha concluso Freitas.

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