Due ex giocatori che hanno lasciato un segno nella recente storia della Fiorentina hanno condiviso ricordi e riflessioni sul loro periodo a Firenze, presentando prospettive diverse. Da un lato, Luis Muriel ha rievocato i sei mesi vissuti in maglia viola e la mancata conferma nell’estate del 2019. Dall’altro, Raffaele Palladino, ora allenatore del Bologna, ha replicato alle critiche difendendo il lavoro svolto precedentemente sulla panchina gigliata.
L’attaccante colombiano, intervenendo sul canale YouTube El Goldito, ha espresso il suo gradimento per la vita nel capoluogo toscano. Il suo arrivo aveva generato entusiasmo e grandi aspettative, con un avvio personale positivo. Tuttavia, la squadra affrontò un periodo difficile, passando dall’obiettivo europeo alla lotta per la permanenza in Serie A.
Il racconto di Muriel
Muriel era convinto che la Fiorentina avrebbe riscattato il suo cartellino. Secondo il suo racconto, il cambiamento avvenne principalmente a causa del passaggio di proprietà. Mentre era impegnato con la nazionale colombiana in Copa America, non ricevette alcuna comunicazione dalla dirigenza viola. In quel lasso di tempo, giunse la chiamata dell’Atalanta, che gli offrì l’opportunità di tornare in un contesto a lui familiare.
Nel suo intervento, Muriel ha condiviso un aneddoto riguardante Daniele Pradè. L’attaccante ha ricordato di aver incontrato nuovamente il dirigente dopo il suo trasferimento a Bergamo, ricevendo una reazione particolarmente significativa:
Quando mi ha visto, mi ha detto: “Cazzo”. Mi sono trovato bene alla Fiorentina, era come tornare a casa. Puntavamo all’Europa, poi sono cominciati ad arrivare risultati un po’ meno buoni e sono emerse delle difficoltà. Alla fine ci siamo ritrovati a lottare per la salvezza. Firenze mi ha accolto bene in quei sei mesi, ho segnato abbastanza ed ero certo del riscatto. Poi c’è stato il cambio di proprietà. Stavo disputando la Copa America e dalla Fiorentina non è arrivata nessuna comunicazione. Nel frattempo mi ha subito contattato l’Atalanta ed è stato facile tornare, anche grazie a Percassi, che mi ha chiamato“.
Anche Palladino ha toccato indirettamente la sua esperienza fiorentina, replicando alle critiche sul suo percorso come allenatore. Il tecnico ha rivendicato i risultati conseguiti negli ultimi quattro anni, sottolineando la sua costante ricerca di dimostrare il proprio valore attraverso il lavoro. Rievocando la sua parentesi viola, ha menzionato la stagione conclusa con 65 punti, esprimendo soddisfazione per quanto ottenuto.
Attualmente, la sua concentrazione è rivolta al Bologna, con l’obiettivo di costruire un progetto solido e duraturo. Dopo la vittoria contro il Monza, Palladino mira a portare la squadra a un ulteriore salto di qualità e sta già guardando al mercato di gennaio, auspicando una stretta collaborazione con la dirigenza. Due traiettorie differenti, dunque, ma un passato condiviso a Firenze che continua a emergere nelle dichiarazioni dei protagonisti.