Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport-Stadio, è intervenuto ai microfoni di Lady Radio per analizzare il momento difficile della Fiorentina. Dalle difficoltà della squadra sul piano difensivo alle scelte di Paolo Vanoli, passando per il ruolo di Fabio Paratici e alcuni retroscena sulle decisioni della società: tanti i temi affrontati, con un invito alla pazienza e la necessità di individuare una direzione chiara per ripartire.
La difesa, un problema storico per la Fiorentina
Il direttore del Corriere dello Sport-Stadio ha sottolineato come i numerosi cambiamenti nella rosa richiedano tempo, pur riconoscendo le difficoltà incontrate da diversi giocatori in questo avvio di stagione. “Ci vuole un minimo di pazienza per una squadra che ha cambiato così tanti calciatori, nonostante il tifoso critico non ha pazienza”. Ha poi aggiunto: “Oulai e Atta stanno andando male, Pedro Gonçalves non lo abbiamo praticamente visto e non è stato sciolto il dilemma del centravanti titolare tra Beto e Pellegrino.”
Tra i problemi principali, secondo Zazzaroni, c’è soprattutto la fase difensiva, una criticità che accompagna la Fiorentina ormai da diverse stagioni e che non riguarda soltanto i singoli interpreti. “La difesa è un problema storico negli ultimi anni, non è mai stata risolta, la squadra fa poca protezione perché sono tutti qualitativi ma non danno copertura.”
Retroscena sulla panchina viola: Vanoli e Paratici
Nel corso dell’intervento a Lady Radio, Zazzaroni ha raccontato anche alcuni retroscena legati alle valutazioni sulla guida tecnica della Fiorentina. Il direttore ha riferito che, fino alla fine di maggio, Paratici non era convinto di cambiare allenatore e ha riportato le parole ricevute da Vanoli sul suo futuro in panchina.
“Fino al 28 maggio Paratici non era convinto di cambiare, mi disse che voleva tenerlo, perché chi mi assicurava che Grosso non fosse poi meglio”. “Anche Vanoli mi disse che fino al 28 maggio era sicuro di rimanere sulla panchina viola”.
Le dichiarazioni su José Mourinho
Zazzaroni ha parlato anche di José Mourinho, spiegando perché il suo nome non sarebbe stato preso in considerazione dalla società viola. “Mourinho mi fece una battuta, mi disse che a Firenze non sarebbe male andarci”. Paratici non ha pensato a Jose perché la società non poteva permettersi uno stipendio così alto.
Il ruolo di Fabio Paratici
Sul lavoro del direttore sportivo viola, Zazzaroni ha riferito di averlo sentito anche recentemente, descrivendolo come consapevole delle difficoltà del momento e della necessità di concedere tempo al progetto. “Paratici l’ho sentito anche ieri e mi sembrava molto consapevole del momento, ci vuole del tempo nonostante voglia avere dei risultati immediati”.
Infine, il direttore del Corriere dello Sport-Stadio ha espresso la propria valutazione sul peso che Paratici dovrebbe avere nelle decisioni societarie, prima di tornare sulle circostanze che hanno preceduto il ritorno di Vanoli. “Paratici oggi è il ds più importante d’Italia, gli va dato potere, anche perché il Milan non ha un direttore sportivo, Sartori ha dei poteri relativi, alla Lazio fa tutto Lotito.”
Zazzaroni ha concluso con un ulteriore retroscena sul tecnico viola, spiegando che, durante un’intervista realizzata due mesi fa, Vanoli non sembrava prevedere un ritorno sulla panchina della Fiorentina. “Vanoli quando fece l’intervista con me 2 mesi fa non subodorava niente sul fatto del ritorno in panchina viola”.