Si auspica che Paolo Vanoli, dopo il concitato epilogo di San Siro, abbia avuto modo di visionare la partita delle 15 tra Atalanta e Frosinone, terminata 4-4. Quella che è stata una delle partite più avvincenti del campionato ha messo in luce le problematiche strutturali della squadra bergamasca, ancora lontana dall’idea di gioco di Maurizio Sarri. Per chi non avesse seguito l’incontro, ecco una guida su come mettere in difficoltà l’Atalanta.
Fragilità nella costruzione
Per superare l’Atalanta di Maurizio Sarri non sarà sufficiente attendere gli errori avversari. La Fiorentina dovrà cercare di indirizzare il match verso le zone in cui la squadra lombarda appare più vulnerabile: la fase di costruzione iniziale, gli spazi tra i reparti e le transizioni difensive. Non si tratta di inventare strategie complesse, ma di analizzare le difficoltà della nuova Atalanta e avere il coraggio di sfruttarle. Il recente 4-4 contro il Frosinone è emblematico: i nerazzurri hanno mostrato capacità nel creare occasioni, ma anche nel concedere molto quando la partita si scompone e l’avversario alza il ritmo. Il Frosinone, dopo aver raggiunto il pareggio, non si è limitato a difendere, ma ha continuato a proporre gioco con molti uomini in avanti, cercando fino all’ultimo il gol della vittoria. La Fiorentina non è obbligata a replicare un approccio altrettanto spregiudicato, ma può trarre spunto dall’approccio della squadra di Alvini. Una delle debolezze individuate nell’Atalanta di Sarri riguarda proprio l’uscita dal basso: i difensori centrali incontrano ostacoli nel superare la prima pressione, mentre i centrocampisti non sempre offrono supporto adeguato con movimenti e linee di passaggio. La Fiorentina può intervenire in quest’area, evitando tuttavia un pressing eccessivamente disordinato. Schermare le vie centrali, togliere punti di riferimento a Ederson e forzare i difensori a decisioni rapide potrebbe indurre l’Atalanta a forzare la giocata o a rinunciare alla costruzione ragionata. Per giocatori come Nicolò Fagioli (presumibilmente un errore nel testo originale, riferito a un giocatore dell’Atalanta), sarebbe utile osservare lo 0-1 di Schmidt, nato da un errore di Ederson e un accenno di pressing su di lui mentre era spalle alla porta.
Gestione degli spazi e profondità
Un’altra criticità riguarda le distanze tra i reparti. La linea difensiva dell’Atalanta sembra incerta nella gestione dell’altezza, mentre il centrocampo fatica a supportare con continuità le uscite aggressive. Quando questi movimenti non sono sincronizzati, si creano spazi in cui gli avversari possono ricevere palla e giocare fronte alla porta. La Fiorentina dovrebbe puntare a ricevere palla in queste zone, specialmente attraverso giocatori che agiscono alle spalle dell’attaccante. Se Vanoli confermerà la formazione con due esterni, Mastantuono e Gnonto dovrebbero agire più da trequartisti che da esterni puri. In questo scenario, un giocatore come Pedro Goncalves, centrocampista offensivo abile negli ‘mezzi spazi’, potrebbe rivelarsi prezioso. L’Atalanta è apparsa lenta nei movimenti laterali e non sempre coordinata nella pressione. Muovere rapidamente il pallone da una fascia all’altra può costringerla a rincorrere, cosa in cui i nerazzurri, privi di Bellanova, mostrano difficoltà.
Condizione atletica e alternative
Arriviamo al punto cruciale per la partita del Franchi: la Fiorentina dovrà mostrare grande corsa e capacità di recupero, affrontando una squadra penalizzata da numerose assenze. Tra i giocatori indisponibili figurano Bellanova, Scamacca, Kessie, Kolasinac, Raspadori, Hien e Koulibaly (presumibilmente un errore nel testo originale, riferito a un giocatore dell’Atalanta), mentre Scalvini, sebbene convalescente, dovrebbe essere disponibile ma non al meglio. L’Atalanta appare in affanno dal punto di vista atletico, come dimostrato nel finale contro il Frosinone. Nonostante la differenza di valore assoluto tra le rose, Vanoli disporrà stasera di maggiori alternative dalla panchina rispetto a Sarri. Pertanto, il tecnico di casa, dopo le critiche ricevute per le sostituzioni di domenica, dovrà dimostrare lungimiranza nella gestione dei 90 minuti e nelle scelte dei cambi, che si preannunciano decisive.