Secondo quanto espresso da Bucchioni, la Fiorentina manca di un centrocampista in grado di sostenere un gioco aggressivo, elemento che sarebbe utile per mettere in difficoltà la Juventus. Si prevede che Vanoli confermerà la formazione vista contro Sassuolo e Atalanta, puntando sulla continuità dei giocatori che hanno già ottenuto risultati. Viene sollevato il quesito sul perché Oulai non venga impiegato, dato che sembra offrire qualcosa di diverso e necessario alla Fiorentina, portando aggressività e dinamismo come una “scheggia impazzita”. Tuttavia, si teme che la sua inclusione possa compromettere il “famoso equilibrio” ricercato da Vanoli.
Dopo una fase iniziale caratterizzata da distonia tra i reparti e difficoltà nel chiudere le azioni, le ultime partite contro Atalanta e Sassuolo hanno mostrato un lieve miglioramento, sebbene non spettacolare. Questo potrebbe spingere Vanoli a fidarsi dei suoi undici titolari, riservandosi la possibilità di apportare cambiamenti a gara in corso.
Un coraggio che sembra essersi affievolito
Bucchioni sottolinea come il calcio proposto da Vanoli non ammetta particolari rischi, suggerendo una preferenza per un approccio cauto, simile a quello adottato per conquistare la salvezza. Viene descritto come un allenatore che evita di discostarsi dalla routine, a differenza di altri che preparano sorprese. Vanoli sembra privilegiare la sicurezza dei “passettini” per evitare passi falsi.
Si percepisce in Vanoli una certa apprensione, diversa da come si esprimeva in passato. La consapevolezza dei limiti della rosa, la mancanza di esperienza e di carattere nei giocatori più anziani, come Fagioli, sembrano averlo riportato a un gioco più convenzionale. Il suo approccio al coraggio, secondo Bucchioni, è regredito. L’idea di vedere Gonçalves nel ruolo di falso nove e Oulai impegnato nel pressing, per destabilizzare avversari come quelli guidati da Spalletti, viene considerata ma frenata dalla paura di un eventuale insuccesso e dalle conseguenze che ne deriverebbero per l’allenatore.