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Vanoli: “A Firenze si può costruire un sogno”

Paolo Vanoli, ex allenatore della Fiorentina, esprime il suo rammarico per non essere rimasto a Firenze. In un’intervista al Corriere dello Sport, Vanoli parla del suo lavoro per la salvezza e delle potenzialità del club.
Vanoli: "A Firenze si può costruire un sogno" Vanoli: "A Firenze si può costruire un sogno"

Paolo Vanoli ha espresso il suo forte legame con la Fiorentina, club che ha guidato con successo nella scorsa stagione. L’allenatore, scelto da Fabio Paratici per risollevare le sorti della squadra dopo un avvio difficile sotto la guida di Fabio Grosso, ritorna a Firenze a pochi mesi di distanza dal suo precedente incarico. Vanoli era riuscito a condurre la squadra alla salvezza partendo dall’ultima posizione in classifica.

In una recente intervista al Corriere dello Sport, Vanoli ha manifestato un profondo rammarico per non essere rimasto a Firenze, dichiarando: “Tanto, direi 11”. Ha sottolineato di essersi meritato la permanenza, desiderando costruire una squadra secondo la sua visione e convinto di poter portare la Fiorentina ai vertici grazie alla sua conoscenza dell’ambiente. Il suo dispiacere deriva anche dall’aver lavorato per sei mesi con una rosa non da lui selezionata.

Descrivendo la situazione trovata al suo arrivo, Vanoli ha ricordato un momento critico per la società, coinciso con l’uscita di Pradè e la sua presenza insieme a Ferrari e Goretti. La squadra, costruita per altri traguardi, si trovava all’ultimo posto con soli quattro punti. La sfida più ardua, ha spiegato, è stata quella di stimolare i giocatori spaventati e farli reagire.

L’allenatore ha rivelato di aver vissuto quasi stabilmente presso il Viola Park nei primi dieci giorni, decidendo di fermarsi lì per concentrarsi sull’obiettivo di salvare la squadra. Ha spiegato che uno dei compiti più difficili è stato eradicare dai giocatori la convinzione di una salvezza scontata.

Vanoli ha espresso grande orgoglio per il raggiungimento della salvezza, obiettivo fissato dal presidente. Ha evidenziato come, dopo aver preso una squadra con quattro punti e reduce da 14 partite senza vittorie, il team sia riuscito a conquistare 29 punti nel girone di ritorno, un bottino pari a quello della Lazio e superiore a quello del Milan. Per lui, questo traguardo ha rappresentato una base solida per il futuro, definendolo un vero e proprio “capolavoro”.

La decisione di accettare la Fiorentina in un contesto così complesso è stata motivata da un’intensa volontà di allenare quel club, avendo un passato da giocatore e una profonda comprensione del tifo viola. Vanoli ha firmato un contratto con termini favorevoli alla società, rinunciando ad altre opportunità per inseguire un progetto ambizioso.

Riguardo alla sua mancata permanenza dopo la salvezza, Vanoli ha manifestato delusione per le tempistiche, ritenendo che la società avrebbe potuto comunicare la decisione in modo più diretto. Nonostante ciò, ha ammesso che cambiare la sua guida tecnica, visti i risultati ottenuti, deve essere stata una scelta difficile per la dirigenza.

Il rapporto con il direttore Fabio Paratici è stato definito positivo, riconoscendogli grande competenza calcistica. Vanoli ha sottolineato come il calcio moderno sia un’azienda e come i cambiamenti possano influenzare le carriere, ma ha ribadito che il suo operato sul campo resta un fatto concreto.

Analizzando la Fiorentina costruita dopo il suo addio, Vanoli ritiene che con le scelte di mercato operate da Paratici, che ha “azzerato” la squadra precedente, si possa ambire a “costruire un sogno”. È orgoglioso di aver lasciato la squadra in Serie A, offrendo al club la possibilità di sviluppare un progetto importante.

Tra le decisioni più complesse prese durante il suo mandato, Vanoli ha citato il cambio di capitano, affidando maggiori responsabilità a David De Gea, ritenuto la persona più adatta a sopportare quel peso in quel momento, pur riconoscendo il valore di Luca Ranieri.

Diversi giocatori hanno mostrato una crescita significativa sotto la sua guida. Ndour è migliorato notevolmente, Mandragora ha disputato un’annata importante e Fagioli ha trovato la sua dimensione. Particolarmente colpito è rimasto da Parisi, che si è adattato con successo a un nuovo ruolo di esterno quando la squadra necessitava di quella soluzione tattica.

Su Fagioli, Vanoli ha evidenziato il suo talento, la sua intelligenza calcistica e la sua personalità tecnica. Ha superato le aspettative nel ruolo di play, dimostrando che un giocatore intelligente e disponibile può eccellere in diverse posizioni. La fiducia ricevuta, ha aggiunto, è stata fondamentale per la sua crescita.

Il rapporto con i tifosi della Fiorentina è stato un elemento di grande emozione per Vanoli. Il tributo ricevuto all’ultima giornata di campionato è stata la sua più grande soddisfazione, un momento che custodisce “nel cuore” piuttosto che come suoneria del cellulare, come scherzosamente suggerito da Zazzaroni.

Alla domanda sulla presunzione del pubblico fiorentino, Vanoli ha risposto con un netto “No. Ambizioso, ambizioso, ambizioso

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