La situazione iniziale e il successivo cambio tecnico della Fiorentina, analizzati da una prospettiva esterna. L’editorialista de La Gazzetta dello Sport, Luigi Garlando, esprime critiche verso chi ha formato e poi smantellato la squadra, riferendosi in particolare alla scelta dell’allenatore.
Un licenziamento affrettato
“Grosso ha commesso delle mancanze – scrive Garlando – ma esonerare un tecnico dopo appena 3 giornate rappresenta un gesto impulsivo, difficilmente giustificabile. Se nel 2016-17 avessero allontanato Gasperini dopo 4 sconfitte nelle prime 5 partite, l’Atalanta non avrebbe poi scritto pagine memorabili”.
Costruzione senza una visione chiara
Prosegue poi l’editorialista: “Leonardo, nel suo Trattato della pittura, consigliava: ‘Prima studia la scienza, poi applica la pratica’. Una squadra non è un deposito di opere d’arte da accumulare, ma una struttura da edificare con cura e un piano ben definito. Tuttavia, Paratici, privo di insicurezze e incline a un audace gigantismo edilizio (come dimostra l’operazione CR7), ha acquistato senza criterio, privilegiando l’entusiasmo del momento rispetto alla saggezza di Leonardo. Di conseguenza, il futuro della squadra rimane incerto