Ferrara si sofferma poi su Mastantuono, definendolo “piccolo grande”. Nonostante il suo nome non sia sempre pronunciato correttamente, le sue dichiarazioni sono fonte di gioia. Viene sottolineato come, a differenza di altri, il giovane giocatore non si mostri arrogante. Al contrario, si presenta umile e combattivo in campo, dimostrando un attaccamento alla maglia superiore a quello di molti calciatori passati per Firenze. Viene menzionato il suo festeggiamento in Argentina per l’addio alla nazionale di Lionel Messi, un momento che ha commosso il giocatore.
Riguardo a “Franchino”, Ferrara osserva che ha ancora molto da dimostrare, ma chi lo conosce bene è convinto delle sue doti da “poeta del pallone” e del suo grande cuore. Si esprime felicità per il suo benessere a Firenze, suggerendo di fargli interpretare i lavori in corso come installazioni d’arte contemporanea. Questo approccio, secondo Ferrara, rappresenta un “tocco di futuro nella città del rinascimento”.
Infine, si immagina un futuro ritorno di “Franchino” a Firenze, magari per una partita di Champions League, quando potrà constatare come la città sia “davvero una città al passo coi tempi”. Ogni progresso, conclude Ferrara, comporta un suo costo.