L’ex difensore della Fiorentina, Alberto Malusci, intervenuto ai microfoni di Radio Bruno, ha analizzato le attuali difficoltà della compagine viola, focalizzandosi su diversi aspetti del momento che sta attraversando il club.
L’ex giocatore ha espresso la sua frustrazione nel dover commentare l’ennesima sconfitta. Sebbene riconosca che contro l’Inter fosse naturale cercare di limitare i danni, ha sottolineato come la squadra si sia progressivamente abbassata, concedendo troppo spazio agli avversari nella ripresa e compromettendo così il risultato. Malusci ha evidenziato l’importanza di ottenere un risultato positivo contro l’Atalanta nella partita serale, altrimenti la situazione si complicherebbe ulteriormente. Ha poi aggiunto che, in caso di mancata inversione di tendenza, gli allenatori sono solitamente i primi a pagare le conseguenze.
Il giudizio su Oulaï e Ndour
Riguardo all’Atalanta, Malusci ha osservato che non è più la squadra degli anni passati e che la Fiorentina dovrebbe affrontarla a viso aperto, permettendo ai propri giocatori di esprimere al meglio il loro potenziale. Ha poi aggiunto che le partite basate sul sacrificio tattico non sembrano essere nelle caratteristiche di questa Fiorentina. Parlando di Gonçalves, ha riconosciuto le sue qualità, ma ha spronato Oulaï a essere impiegato con maggiore frequenza: “Buttiamolo dentro“, ha affermato, chiedendosi come possa migliorare tatticamente se non ha l’opportunità di giocare. Malusci ha sottolineato la necessità di dare un peso concreto alla campagna acquisti e al valore dei giocatori ingaggiati.
Confrontando Ndour e Brescianini, Malusci ha dichiarato la sua preferenza per quest’ultimo. Ha espresso riserve su Ndour, basandosi sulle prestazioni osservate in campo. Pur riconoscendo che il giocatore sia giovane e abbia ben figurato con l’Under 21, Malusci ritiene che alla Fiorentina debba dimostrare qualcosa di più per giustificare il suo valore, dato che il contesto è differente. Ha auspicato una maggiore intraprendenza, la volontà di rischiare e un atteggiamento meno conservativo, chiedendo al giocatore un contributo più significativo.