Nel pomeriggio odierno, Gianfranco Monti, noto speaker radiofonico e fervente sostenitore della Fiorentina, intervenendo ai microfoni di Radio Bruno, ha espresso il suo punto di vista sulla situazione attuale della squadra viola allenata da Paolo Vanoli, commentando la recente sconfitta subita a San Siro contro l’Inter.
Il bilancio di una rivoluzione incompleta
Monti ha ricordato come al termine della scorsa stagione il sentimento comune tra i tifosi fosse la richiesta di un radicale cambiamento, un desiderio quasi unanime di azzerare tutto. Sebbene lui stesso avesse ipotizzato di mantenere alcuni elementi, l’opinione prevalente era per una tabula rasa. Ora, con quasi tutti i volti nuovi, i risultati non hanno subito un’inversione di tendenza. Ha evidenziato come, nonostante i cambiamenti, il centrocampo schierato contro l’Inter fosse sostanzialmente lo stesso della stagione precedente. Tra i giocatori impiegati, Brescianini è apparso quello più in palla, mentre Fagioli è stato sovrastato da Calhanoglu e Ndour non ha brillato.
Un punto sfumato per mancanza di lucidità
Nonostante le criticità, Monti ha definito la prestazione complessiva come discreta, pur dissentendo dalla valutazione di Vanoli che l’ha definita ottima, ritenendola eccessiva. Ha sottolineato come nel primo tempo, per circa 20 minuti, la squadra sia riuscita a tenere testa ai campioni d’Italia, salvo poi perdere progressivamente il filo del gioco. La sua maggiore frustrazione deriva dalla convinzione che, con maggiore concentrazione, specialmente nei momenti dei cambi, la Fiorentina avrebbe potuto strappare almeno un punto a San Siro. Un pareggio, oltre a migliorare la posizione in classifica, avrebbe significativamente modificato il morale della squadra al rientro.
La sensazione di un gol subito imminente
Monti ha poi condiviso una sua sensazione personale: dal 60° minuto in poi, era quasi certo che la squadra avrebbe subito una rete. Nonostante gli sforzi per mantenere il risultato, arrivando quasi al novantesimo in vantaggio, il finale è stato fatale. Ha contrapposto il comportamento delle squadre forti, che spingono fino all’ultimo, a quello delle squadre meno attrezzate, che tendono a difendersi per limitare i danni. Ha criticato in particolare il secondo gol subito, definendo il rigore concesso in quel frangente inaccettabile, considerando la prestazione precedente del giocatore.
Critiche alle scelte tattiche di Vanoli
Infine, un’analisi sulle decisioni dell’allenatore Paolo Vanoli: “Secondo me l’allenatore ha sbagliato tanto, soprattutto con i cambi nel secondo tempo: e spero che non se ne prenda a male. Ma in qualche maniera lui stesso ha ammesso gli errori a fine partita: non si può finire la partita con il 5-4-1, era normale che finisse in questo modo. Non si tolgono mai Jimenez e Mastantuono, nonostante non avesse fatto una grande partita, piuttosto avrei tolto Ndour per mettere Pedro: il portoghese avrebbe aiutato la squadra a gestire i pallone nei minuti finali. Ma chiaramente non faccio io l’allenatore”, ha concluso Monti, pur riconoscendo la difficoltà del ruolo.