Lorenzo Amoruso, ex giocatore della Fiorentina, è intervenuto a margine della presentazione del libro “Fiorentina un secolo viola” tenutasi presso la libreria Giunti. Amoruso ha ricordato il suo passato in viola, definendo quella squadra come una delle “sette sorelle” del calcio italiano, capace di vincere due trofei in due anni, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Ha sottolineato la forza di quel gruppo, in grado di competere e battere le compagini più blasonate, citando anche la sfortunata semifinale di Coppa delle Coppe contro il Barcellona, dove l’arbitraggio fu determinante nell’eliminazione.
Un avvio da dimenticare
Riguardo all’esonero di Grosso e al ritorno di Vanoli, Amoruso ha espresso sorpresa per la decisione così rapida dopo sole tre partite. Ha evidenziato come la squadra abbia mostrato poco finora. Amoruso ha criticato la strategia di mercato, definendo la rosa piena di giovani talenti ma priva di giocatori d’esperienza, citando Atta e Goncalves come le uniche eccezioni con almeno due campionati da titolare. Secondo l’ex viola, sarebbe stato necessario un innesto di maggiore esperienza sia tra i giocatori che nello staff tecnico. Amoruso ha quindi esortato la squadra a unirsi, dimenticare le prime tre partite e ha chiesto ai tifosi pazienza, invitando a lasciare lavorare la squadra e Vanoli in vista dei prossimi risultati. Pur riconoscendo che l’allenatore sia spesso il capro espiatorio in caso di fallimento, come accaduto l’anno precedente, ha difeso la società e la proprietà, elogiando gli ingenti investimenti economici effettuati e definendoli un successo.