Il direttore sportivo della Fiorentina, Fabio Paratici, è intervenuto durante un incontro a Forte dei Marmi, presso Villa Bertelli.
Accoglienza a Firenze
Paratici ha descritto l’accoglienza ricevuta dai tifosi viola come un “amore”, definendola un elemento positivo. Ha sottolineato come non esista un luogo intrinsecamente più difficile di un altro per svolgere questo mestiere, evidenziando come il calcio sia fonte di emozioni e debba alimentare i sogni della gente, considerandosi fortunato per il proprio ruolo.
La nuova struttura viola
Riguardo al suo operato, il dirigente ha dichiarato di non essere mai completamente soddisfatto, una condizione che definisce una “mai contentezza” di fondo. Si ritiene comunque appagato per il lavoro svolto nel dotare il club di una nuova struttura, ringraziando Alessandro Ferrari e la proprietà per l’opportunità. Ha inoltre elogiato il centro sportivo, definito il migliore al mondo, un lascito del compianto presidente Rocco Commisso destinato a durare nel tempo.
Paratici ha evidenziato la necessità di tempo per integrare i numerosi nuovi calciatori e per assimilare le idee del nuovo tecnico. Ha spiegato che il calciomercato si basa su programmazione, di cui la società ne ha fatta molta, ma anche su opportunità che emergono quotidianamente per colmare le lacune.
Il ruolo di Grosso
Il rapporto con il tecnico Grosso è descritto come molto stretto. Paratici ha ricordato di aver riconosciuto in lui qualità umane importanti e valori da trasmettere. Dopo una lunga gavetta, Grosso è considerato pronto per una piazza di rilievo come Firenze. Viene definito un “generale d’armata”, al quale concedere il tempo necessario per organizzare la squadra.
L’inizio della stagione
L’esordio in Serie A è stato definito “una partita difficilissima” contro un avversario “signora squadra”, già rodato e con il vantaggio di un allenatore presente da un anno. Nonostante ciò, la Fiorentina giocherà per essere competitiva, ma i verdetti finali sono rimandati a maggio. Paratici ha ribadito la necessità di pazienza per un progetto quadriennale, ricordando come la sua serenità non fosse scalfita nemmeno quando la squadra era ultima in classifica con sei punti.
La seconda squadra
Infine, il direttore sportivo ha accennato alla volontà di istituire una “squadra B”, sottolineando come questo obiettivo richieda una solida strutturazione del club.