Sabatini ha criticato i criteri adottati dalla dirigenza nel mercato estivo, definendo la costruzione della Fiorentina simile a una squadra da Fantacalcio. Ha sottolineato come l’acquisto di giocatori basato solo sull’attrattiva individuale, come nel caso di Valdepenas per i suoi cross, non sia il modo corretto di costruire una squadra di calcio. Secondo l’opinionista, si sarebbe dovuto ripartire dalla struttura della formazione che si era salvata e che aveva mostrato un buon rendimento con Vanoli nella seconda parte della stagione. La scelta di cambiare allenatore era possibile, ma partendo da una base ormai stabilizzata.
Riguardo al rapido addio di Grosso, Sabatini ha rivelato retroscena sui rapporti interni. Pur riconoscendo diverse versioni sulle cause dell’esonero (decisione di Grosso, di Commisso o scarsa sintonia tra Grosso e Paratici sul mercato), ha affermato che, per quanto a sua conoscenza, Grosso veniva informato delle cessioni solo a operazione quasi completata. Sabatini ha aggiunto che lui non avrebbe esonerato Vanoli all’inizio, ma semmai dopo qualche partita, gestendo il cambio in corsa.
Infine, Sabatini ha analizzato alcuni nuovi acquisti e la cessione di Moise Kean. Ha ammesso di essersi fatto delle illusioni, come altri. Ha citato Oulai come un doppione di Fagioli e ha descritto Atta come un giocatore di valore ma con una carriera altalenante. La cessione di Kean è stata messa in discussione, chiedendosi con chi sostituire i suoi gol, nonostante il suo atteggiamento.